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Sassari, dopo 10 anni denuncia gli abusi e il patrigno finisce a processo

di Nadia Cossu
Sassari, dopo 10 anni denuncia gli abusi e il patrigno finisce a processo

Una ventenne avrebbe subìto la violenza sessuale dal compagno di sua madre quando aveva 7 anni. L’uomo l’avrebbe anche minacciata: «Se parli ti ammazzo». L’imputato si sottoporrà a esame in aula

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SASSARI. «Se parli ti ammazzo» avrebbe detto alla figlia della sua compagna. Cosa avrebbe dovuto raccontare di così tanto grave e compromettente quella bambina di appena 7 anni? Probabilmente che l’uomo che viveva sotto lo stesso suo tetto aveva abusato di lei sessualmente.

È finito a processo con le accuse di violenza, minaccia e abuso dell’autorità – «che gli derivava dal fatto di essere il convivente compagno della madre» – un 65enne del Sassarese. L’imputato, oltretutto, come sostiene la Procura avrebbe abusato di una persona in condizioni di inferiorità fisica e psichica, «minacciandola di morte qualora avesse parlato».

I fatti risalgono agli anni compresi tra il 2002 e il 2006, ma solo a distanza di dieci anni la presunta vittima ha deciso di raccontare tutto alla mamma e di denunciare l’uomo. Si è prima confidata con la sua attuale compagna e sarebbe stata quest’ultima a convincerla a liberarsi di quel peso che portava dentro da anni. In aula, davanti ai giudici, ha testimoniato la mamma. La donna ha raccontato di una volta che sentì le urla di sua figlia – che all’epoca aveva 7 anni – provenire dalla camera da letto matrimoniale.

«Sono entrata nella stanza e ho visto il mio compagno che cercava di trattenere sul letto la bambina. Mi sono alterata e gli ho detto di lasciarla stare immediatamente e gliel’ho portata via dalle mani. Si era giustificato dicendo che voleva farla rimanere con lui per continuare a vedere il film che stavano guardando insieme. Gli ho risposto che non doveva costringerla».

In realtà in quell’occasione la donna non vide alcun abuso ma la figlia – che è stata sentita anche durante un incidente probatorio – le spiegò che le violenze si verificarono successivamente. La bambina sarebbe stata costretta «quotidianamente – sostiene il pubblico ministero – a recarsi con l’uomo nel letto. Lui si denudava e la spogliava degli indumenti, toccandola nelle parti intime, immobilizzadola e tappandole la bocca con la mano perché la madre non ne sentisse le urla». Violenze sessuali che sarebbero avvenute sia quando la mamma della piccola (oggi ventenne) era in casa, ma anche quando era assente o occupata in altre faccende.

I giudici hanno ascoltato il racconto in aula e hanno aggiornato il processo al prossimo 15 marzo quando è previsto l’esame dell’imputato.

Il sessantacinquenne, assistito dall’avvocato Stefano Porcu, racconterà la sua versione dei fatti e respingerà, come sempre ha fatto da quando è partita la denuncia nei suoi confronti, tutte le accuse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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