La Nuova Sardegna

Sassari

Centro intermodale, la Starbag chiede i danni

di Vincenzo Garofalo

L’impresa che si era aggiudicata l’appalto vuole sei milioni da Arst e Comune L’assessore Piu: la nostra posizione è marginale e presto inizieremo i lavori

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SASSARI. Sei milioni. È la cifra che la Strabag spa, la società che aveva in mano l’appalto per la costruzione del centro intermodale in via XXV aprile, chiede come risarcimento danni all’Arst e al Comune di Sassari per non avere potuto nemmeno iniziare i lavori.

Il cantiere, aperto nel marzo 2009, era stato subito bloccato perché le ruspe appena entrate in azione avevano scoperchiato una pattumiera di veleni nascosta sotto gli undicimila metri quadrati destinati ad accogliere la nuova struttura. Sepolta sotto pochi centimetri di terra c’è una miscela di bitume e idrocarburi, sostanze tossiche scaricate senza scrupoli su quell’area nei tempi in cui la zona era occupata dalla vecchia stazione del gas cittadino. I lavori della Adanti (la ditta che aveva vinto l’appalto e che in seguito è stata assorbita dalla Strabag) erano stati fermati, e non sono mai più ripresi. L’estate scorsa, dopo che il Comune aveva più volte chiesto alla Strabag la disponibilità a riavviare le opere una volta eseguite le necessarie bonifiche, la società con sede a Bolzano, aveva chiesto la risoluzione del contratto. Richiesta accordata da Palazzo Ducale.

Ora la Strabag ha citato Arst e Comune di Sassari davanti al tribunale civile di Cagliari, chiedendo al giudice di dichiarare l’inadempienza contrattuale degli enti pubblici e un risarcimento di 6 milioni. «La posizione del Comune in questa causa è marginale, le contestazioni si riferiscono al periodo in cui la stazione appaltante era l‘Arst», commenta l’assessore alla Mobilità urbana, Antonio Piu. «Noi siamo subentrati all’Arst solo alla fine del 2014 e adesso ci stiamo preparando ad avviare i lavori per la realizzazione del centro intermodale. Fra pochi giorni consegneremo le chiavi del sito alle imprese che hanno vinto la gara d’appalto per predisporre il piano di caratterizzazione dell’area inquinata, necessario per far partire le bonifiche», spiega l’assessore.

L’appalto da 210mila euro per eseguire il piano di indagini sulla bonifica dall’area è stato aggiudicato a un raggruppamento temporaneo di imprese di cui fanno parte la Tecam srl di Quartucciu, la Verde Vita di Sassari e la ligure Cpg Lab. Avranno 90 giorni per svolgere tutte le indagini necessarie al piano di caratterizzazione, poi ci saranno 30 giorni di attesa per la validazione delle analisi da parte dell’Arpas. «Nel frattempo stiamo ultimando il progetto preliminare dei lavori e appena sarà pronto il piano di caratterizzazione del terreno inquinato, pubblicheremo il bando per l’assegnazione delle opere», conclude Piu. In ballo ci sono 30 milioni per chiudere una pratica nata 20 anni fa. L’accordo di programma per la costruzione del centro intermodale da parte dell’Arst, risale al 1997, la progettazione è del 2001, e i lavori, iniziati nel 2008, erano stati bloccati all’inizio del 2009. Un progetto tanto attempato che il Comune ha deciso stravolgerlo per adeguarlo alle esigenze di una città che in cinque lustri ha cambiato pelle. E non è solo Sassari a essere cambiata: il progetto deve essere adeguato alle nuove norme sulla sicurezza antincendio e sulle costruzioni antisismiche. Quindi dalle tavole originarie sparirà la galleria di negozi che avrebbe dovuto occupare il piano superiore della stazione dei pullman. Resteranno i due piani di parcheggi interrati (500 posti), il capolinea dei bus al piano terra, e il tunnel d’ingresso e uscita dal centro intermodale, che partirà da via Padre Zirano, si infilerà sotto l’incrocio di piazza Santa Maria ed entrerà nella pancia della nuova costruzione.

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