Putifigari, l’ecologia si insegna a scuola
Parte oggi un progetto di educazione ambientale nelle elementari con il micologo Roberto Brotzu
PUTIFIGARI. Prende il via oggi, 29 febbraio, il progetto di educazione ambientale promosso dall’amministrazione comunale di Putifigari, in collaborazione con il dirigente scolastico e le insegnanti della scuola primaria di Putifigari. Si tratta della seconda edizione, dopo quella realizzata nel 2009/2010, e parte dalla necessità di sensibilizzare la comunità scolastica sui temi legati all’ecologia, al rispetto del territorio e alla prevenzione della salute, per un atteggiamento più responsabile e attento alle proprie condizioni di vita da un punto di vista globale.
Per il sindaco di Putifigari Giancarlo Carta, «lo stato di salute della popolazione dipende dall’azione congiunta di numerosi fattori, talvolta individuali ed immodificabili, sesso, età, patrimonio genetico, altre volte modificabili attraverso interventi sui comportamenti, gli stili di vita, le condizioni economiche, la qualità dell’ambiente, l’offerta e l’organizzazione dei servizi. È necessario, dunque – conclude Carta – promuovere politiche e interventi sulla salute che siano in grado di coniugare gli aspetti sanitari con quelli sociali».
Renato Brotzu, esperto micologo e fotografo, coordinatore scientifico della mostra micologica di Putifigari, terrà lezioni teorico pratiche in aula destinate agli alunni e visite guidate con esercitazioni sul campo nel territorio comunale sui temi delll’ecologia, gli ecosistemi, la biodiversità, la vegetazione, con particolare riferimento agli endemismi, il mondo animale, i funghi e la prevenzione degli avvelenamenti, inquinamento ambientale e “orienteering.” Gli alunni utilizzeranno nella loro esperienza come quaderno didattico il “Quaderno di educazione ambientale”, un “diario di bordo” e supporto creativo per le visite sul campo. «L’insegnamento offerto ai ragazzi non si atterrà alla classica lezione d’aula – afferma Renato Brotzu – e gli studenti diventeranno protagonisti attivi delle esperienze suggerite, ribaltando il metodo della lezione frontale. Il libro di studio non è solo da leggere, ma per tante parti ancora da scrivere, e serve per esprimere la propria sensibilità e fantasia per interpretare la natura. Con questo metodo il compito di ogni allievo è quello di diventarne l’autore attraverso le proprie osservazioni, intuizioni ed emozioni, sperimentando un nuovo metodo educativo per una maggiore collaborazione alunno-insegnante».
Leonardo Arru
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