Chi vuole scaldarsi in autonomia può farlo senza chiedere il permesso
Quali sono le procedure giuste da seguire sia dal condomino che intende distaccarsi, sia da parte dell’amministratore, il quale non può subito dimostrare che il distacco di uno o più condomini sia...
Quali sono le procedure giuste da seguire sia dal condomino che intende distaccarsi, sia da parte dell’amministratore, il quale non può subito dimostrare che il distacco di uno o più condomini sia pregiudizievole per gli altri.
La legge di riforma 2012 del condominio ha introdotto il IV comma dell’articolo 1118. Chi si vuole distaccare dall’impianto centralizzato può farlo, senza il benestare dell’assemblea, a patto di non creare pregiudizi agli altri appartamenti. Questo significa che, dal suo distacco, non devono derivare squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. Chi si distacca, tuttavia, deve continuare a pagare la manutenzione straordinaria, oltre che le spese per la conservazione e messa a norma dell'impianto, rimanendo quest’ultimo una delle parti comuni di cui ciascun condòmino è comproprietario a carico del singolo che intende distaccarsi. Opportuno dare comunicazione del distacco all’amministratore, allegando una perizia redatta da un tecnico iscritto all’Albo provinciale dei manutentori termici che attesti la sussistenza dei presupposti di legge suindicati.
Qualora l’amministratore del condominio dovesse ritenere lesivo il distacco, questo potrà tutelare i diritti di questi ultimi promuovendo un’azione giudiziaria a tutela dell’intero condominio. (Avvocato Giuseppe Bassu)
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