Sassari, studente di 15 anni picchiato dal branco davanti alla scuola
Al ragazzo prognosi di otto giorni di cure, indagini della polizia. Il preside: «Non sapevamo niente, ora cerchiamo di capire»
SASSARI. Indagini della polizia per fare chiarezza su un episodio che è accaduto mercoledì mattina, davanti all’Istituto Alberghiero, al di fuori dell’ora di lezione. Uno studente di 15 anni, di un paese dell’hinterland, è stato accerchiato, minacciato e picchiato da alcuni ragazzi. Accompagnato in ospedale dal padre, il quindicenne ha avuto una prognosi di otto giorni di cure. Subito dopo il genitore e il ragazzo si sono presentati negli uffici della questura e hanno depositata una denuncia dettagliata sull’accaduto per aggressione e lesioni.
E siccome dal racconto è emerso che anche un altro studente - intervenuto per difendere il quindicenne - era stato minacciato di rappresaglia dal gruppo (che sarebbe dovuto entrare nuovamente in azione ieri), a scuola si sono presentati gli agenti della sezione volanti che hanno avviato i primi accertamenti e identificato alcuni ragazzi.
Ora l’obiettivo è quello di capire che cosa c’è dietro l’episodio, se si tratta di un gruppo di bulli che hanno preso di mira anche altri ragazzi o se è un episodio isolato - comunque grave - ma non da inserire nel filone del bullismo. Il dirigente dell’Istituto Alberghiero Roberto Cesaraccio - protagonista insieme ai docenti di numerosi iniziative anche contro il bullismo - ieri mattina ha appreso del fatto al momento dell’arrivo a scuola della polizia.
«Non sapevamo niente – ha detto – il giorno prima c’era assemblea sindacale e i ragazzi sono usciti in anticipo. Il fatto sarebbe accaduto al di fuori dell’istituto, sono perplesso e anche noi stiamo cercando di capire. Non credo all’episodio di bullismo, però devo dire che se anche accadono all’esterno della scuola certe vicende hanno poi riflessi anche all’interno per via di amicizie e frequentazioni».
Come in altre occasioni, il dirigente scolastico ha annunciato «il massimo impegno, così come facciamo tutti i giorni, anche se noi possiamo arrivare fino a un certo punto. Serve la collaborazione delle famiglie e dei ragazzi».
La sezione volanti sta valutando i primi riscontri, poi potrebbe decidere di trasferire il caso agli investigatori della squadra mobile. (g.b.)
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