Caritas: per noi parlano le nostre opere
Trecentomila euro di budget, diciannove settori di intervento: «Facciamo carità pedagogica e non semplice filantropia»
SASSARI. Mostra i muscoli la Caritas diocesana, ed entra nella polemica scatenatasi nell’ultimo periodo in città sui fondi pubblici per le povertà estreme e la loro assegnazione. E lo fa a modo suo, ovvero non parlandone mai, non facendo recriminazione o accusa alcuna, ma semplicemente compilando un lungo e dettagliato elenco delle attività portate avanti in città. Diciannove settori di intervento, un budget di oltre 300mila euro, quasi completamente finanziato dall’8 per mille, centinaia di volontari al lavoro, a cui si aggiungono il migliaio di ragazzi coinvolti nell’animazione. Diecimila persone all’anno “toccate” dal centro d’ascolto diocesano. E poi prestiti, mediazione culturale, appoggio ai detenuti e reinserimento, mense, ostelli e ambulatori. Una corazzata con 34 anni di storia alle spalle che mette nero su bianco azioni e cifre, in nome di un’operazione trasparenza che andrà avanti nelle prossime settimane con la diffusione del bilancio nelle parrocchie. Con l’organismo pastorale dell’Arcidiocesi si concede un unica puntura di spillo: «È la persona nella sua singolarità, con il proprio bisogno da comprendere e accogliere, il soggetto e il motivo della Carità. Su questa logica si basa la funzione prevalentemente pedagogica della Caritas, che differenzia nella sostanza la Carità dalla filantropia (sempre meritoria)».
La Mensa. La mensa di via Rolando fornisce quotidianamente circa 150 pasti caldi a pranzo e un sacchetto per la cena. A causa della ristrettezza dei locali si è costretti a far turnare gli ospiti per consumare il pasto seduti. Una volta alla settimana il servizio viene svolto da una classe dell’ Istituto Alberghiero. Nei mesi invernali, in coincidenza dell’apertura del dormitorio comunale di Via Duca degli Abruzzi, la mensa fornisce la cena agli ospiti della struttura. Impegna circa 30 volontari sei giorni alla settimana e 50mila euro di budget.
L’Ostello. L’Ostello maschile ffre ospitalità notturna a 12 ospiti senza fissa dimora inviati dai Centri d’Ascolto diocesani o dai servizi sociali. All’ospitalità notturna segue il servizio di accompagnamento e le attività pomeridiane che coinvolgono anche gruppi ecclesiali.
Accompagnamento. È di recentissima approvazione, da parte della Cei, il progetto “Accompagnamento e centro diurno”, con il quale, grazie alla disponibilità di locali offerti dalle Suore della Carità in via Principessa Maria, si potranno ospitare durante il giorno sia gli ospiti dell’ostello maschile, sia altre persone disagiate, che potranno fruire del servizio accoglienza, docce, lavanderia, accompagnamento, supporto psicologico. Il budget è di circa 100mila euro cofinanziato (fondi 8x1000) da Caritas Italiana al 90%. Il Progetto accompagnamento (diurno e notturno) legato al servizio dell’ostello di Via Galileo Galilei, comprende un lavoro di rete con la Asl tramite il SerD e il Cat (Club alcolisti in trattamento), occupa circa 130 volontari nei vari turni, con un budget che si aggira intorno ai 32.000 euro.
Ambulatori. Gli Ambulatori, quello odontoiatrico e quello medico per stranieri non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, impegnano complessivamente 40 volontari tra medici, infermieri professionali e mediatori culturali, con un budget di circa 20.000 euro.
Detenuti. Nella Casa Famiglia detenuti, nei Salesiani di san Giorgio, vengono accolti e accompagnati i detenuti in semilibertà o con residuo pena da scontare fuori carcere. Il gruppo dei volontari si dedica inoltre agli ascolti dei reclusi, alla preparazione ai Sacramenti e alla cura della liturgia domenicale. Questa accoglienza prevede un budget di 13.000 euro.
Il Centro servizi. Il Centro Servizi diocesano provvede alla raccolta e distribuzione di viveri e vestiario cinque giorni alla settimana, impegnando 12 operatori, mentre sono due i volontari che provvedono alla raccolta e distribuzione di mobili. Sono circa 10.000 i pacchi di viveri distribuiti annualmente.
Il Centro d’ascolto. Tutte le attività ruotano attorno al Centro di Ascolto diocesano. Annualmente ascolta, una o più volte, oltre 800 persone. Dà una risposta anche in termini economici ma dà particolare attenzione all’accoglienza, alla presa in carico, all’invio e all’accompagnamento della persona verso le parrocchie, i servizi sociali e territoriali o le stesse strutture della Caritas. Effettua in un anno più di 5.000 incontri e interventi su almeno 10.000 soggetti.
Il fondo. Da quest’anno è stato costituito un fondo su cui convogliare gli interventi economici che prevedono la restituzione con modalità e tempi che la stessa persona aiutata vorrà proporre. Budget: 35mila euro.
Immigrati. Il Centro di Ascolto diocesano per immigrati incontra annualmente oltre 200 persone che necessitano di accompagnamento continuo. Più di 2000 sono gli interventi effettuati con un budget di 12.000 euro.
Sportello carcere. Lo sportello carcere, un servizio che all’interno del carcere offre l’ascolto, il sostegno, l’accompagnamento, la fornitura di vestiario e prodotti per l’igiene personale per i detenuti, mentre all’esterno del carcere cura l’espletamento di pratiche che richiedono contatti con Enti pubblici. Realizza un servizio di collegamento dei famigliari con detenuti in carcere, e di accompagnamento con gli ex detenuti. 5 volontari hanno un budget di 5.000 euro. Attivo anche il servizio di accompagnamento dei detenuti rilasciati. Una decina di volontari, con un budget di 6.000 euro, offrono la loro disponibilità h24.
Ufficio Animazione. Attualmente rivolge il suo servizio a 400 studenti delle scuole superiori e 250 studenti della scuola primaria, impegnati in un percorso annuale. Collaborano con l’Ufficio animazione 30 giovani settimanalmente, 100 impegnati periodicamente nelle attività di animazione pastorale, 80 persone immigrate del Centro provinciale istruzione adulti. Il suo budget di circa 39.000 euro.
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