Travolti sulle strisce pedonali, dopo l’incidente rischiano di perdere la casa
Il dramma della famiglia di Porto Torres investita a Sassari: «Senza alcun reddito non riusciamo a pagare l’affitto»
PORTO TORRES. Il fenomeno dei “senza casa” coinvolge centinaia di famiglie che da un momento all’altro si sono trovate senza alcun reddito, causa crisi occupazionale ed economica. Tra queste c’è la famiglia investita qualche settimana fa mentre camminava sulle strisce pedonali che dividono il tratto di strada compreso tra le sede provinciale dell’Inps e la caserma dei carabinieri di Sassari.
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Tre pedoni (padre, madre e figlio) centrati in pieno da uno scooter: ad avere la peggio nell’impatto è stata Felicina Piredda, che ha riportato un trauma cranico e una sospetta frattura a una spalla, mentre il marito Salvatore Piras ha subìto una ferita lacero contusa alla fronte e il figlio Giuseppe se l’è cavata con qualche contusione.
La signora Felicina era l’unica a produrre un reddito in famiglia, lavorando con un contratto a termine nella casa di riposo Biccheddu-Deroma, e nei giorni successivi all’incidente avrebbe dovuto riprendere il lavoro con un altro contratto. Si trova ancora ricoverata in ospedale e la famiglia non ha le risorse per pagare l’affitto dell’abitazione. L’agenzia gli ha intimato di andare via immediatamente, da dove si erano spostati dopo lo sfratto da un’altra casa.
«Ho chiesto aiuto al Comune – dice il capofamiglia –, senza riuscire a parlare col sindaco, e mi hanno dirottato ai Servizi sociali: sono riuscito a trovare una casa dove stare con la famiglia, nonostante sia claudicante e non possa guidare, però ci voglio 3 mesi di caparra e l’assistente incaricata mi ha spostato l’incontro alla prossima settimana per discutere della questione».
Il signor Piras faceva l’escavatorista a Fiume Santo e, dopo la crisi, si è adattato a lavori di pubblica utilità con le povertà estreme. «Non mi spaventa il lavoro – dice –, ma ritengo che per le case ogni residente non deve essere messo dietro ad altri che vanno ad occupare abusivamente immobili vicino al mare». (g.m.)
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