Wheeler: crisi drammatica L’opposizione: si è arreso
Lettera aperta del sindaco: servono soluzioni che un Comune non può trovare Tellini: «Dimentica di avere un Consiglio, ancora una volta lo tiene ai margini»
PORTO TORRES. Il sindaco Sean Wheeler ha chiesto un incontro per parlare di crisi e disoccupazione con una lettera indirizzata a istituzioni, forze economiche e sociali, associazioni e scuole, perché «servono nuove soluzioni che un Comune non può trovare con le proprie forze». Lancia l’allarme per far emergere la richiesta di aiuto di una città allo stremo, scrive nella missiva, e sostiene che «i giovani sono spesso costretti a emigrare e la generazione di mezzo sopravvive grazie alle pensioni dei genitori e dei nonni che in questo momento svolgono un ruolo di “ammortizzatori sociali”».
Chiede insomma un aiuto a trecentosessanta gradi «dopo che l’amministrazione ha usato degli strumenti per cercare di attenuare la disperazione di tante famiglie », ma in questa crociata non coinvolge il consiglio comunale. E l’iniziativa ha scatenato le reazioni di gruppi politici e consiglieri comunali di opposizione, sconcertati da questo tipo di approccio alla città.
«Il sindaco lancia un appello che sa di resa e di fallimento – dicono congiuntamente il gruppo consiliare e il circolo cittadino del Pd –, che chiede “agli attori in campo” di tutelare i lavoratori dell’indotto e ammette con le sue stesse parole di essere ancora negli spogliatoi totalmente incapace di affrontare l'emergenza occupazionale e la crisi economica del territorio». Per il Pd non c’è stato alcun atto degno di nota che promuovesse nuovi investimenti produttivi (comparto industriale, sviluppo turistico Asinara, futuro del porto) e il lavoro fin qui svolto dalla giunta Wheeler «è stato solamente frutto delle attività svolte dalle precedenti amministrazioni e dei finanziamenti del governo regionale: è assurdo che chieda inoltre la partecipazione delle forze politiche, quelle stesse che ha sempre indicato come "mafiose e colluse" e con le quali si è sempre rifiutato di aprire un dialogo».
Ormai, come sempre più spesso accade, secondo Davide Tellini «il primo cittadino scorda di avere un consiglio comunale che possa sostenerlo in questa che è la battaglia di tutti e non solo di sua esclusiva: è incapace di affrontare in modo organico e collegiale i problemi della città, fuggendo costantemente al dibattito politico, sostituendolo con video lanciati sui social, i cui contenuti e le scenografie sono degne dei migliori film di Dario Argento».
Per Tellini l’appello del sindaco appare, più che una chiamata alle armi, «uno sventolare bandiera bianca alla soluzione dei problemi: probabilmente inizia a rendersi conto che governare una città come Porto Torres non è semplice come discutere in un meet-up, considerando che ha consapevolmente voluto escludere, fatto mai accaduto prima, il consiglio comunale nell'affrontare emergenze della nostra comunità».
Anche per Alessandro Carta le parole del sindaco «suonano come una resa immediata nei confronti delle immani difficoltà in cui grava in il nostro territorio a pochi mesi dal suo insediamento: amareggia che metta da parte il consiglio comunale, tenendolo fuori da una proposta di mobilitazione generale, quando invece è doveroso che tutte le forze, politiche e non, di Porto Torres vengano investite di questa responsabilità».
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