La Nuova Sardegna

Sassari

Acqua, un 2015 da incubo. Il M5S: rimborsate le bollette

di Giovanni Bua
Acqua, un 2015 da incubo. Il M5S: rimborsate le bollette

Tredici le ordinanze in un anno, nel centro storico non potabilità per 226 giorni. Abbanoa: la qualità non influisce sui pagamenti, dovuti e necessari per i lavori

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il record di permanenza senza acqua potabile ce l’ha il Centro storico, che durante tutto il 2015 ha avuto i rubinetti off-limits per 226 giorni. Seguito a breve distanza dal ben più popoloso Latte Dolce con 206 giorni e da Porcellana con 175. Numeri di un’emergenza riconosciuta e conclamata, alla quale Abbanoa sta provando nei primi mesi di quest’anno a mettere una pezza. Ma che, nello scorso terribile anno, hanno causato 13 ordinaze di non potabilità, alcune lunghissime, in tutti i quartieri della città.

Abbastanza per convincere i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, in una mozione protocollata ieri a chiedere al consiglio di impegnare sindaco e giunta «affinché provvedano a richiedere al gestore unico del servizio idrico Abbanoa, il rimborso delle somme addebitate agli utenti, relativamente ai periodi di non potabilità nel corso del 2015».

Il tutto premettendo che il comune di Sassari detiene il 5,08% di partecipazione in Abbanoa Spa, e sottolineando come le tariffe dell’acqua sono state aumentate del 3,5% attraverso delibera adottata dal comitato dell’ente di governo per la gestione delle acque Egas, presieduta dallo stesso sindaco Nicola Sanna.

In realtà proprio quelle tariffe, che dovranno essere sottoposta al giudizio dell’Aeegsi, prevedono un equo indennizzo all’utenza in quei casi di fornitura di acqua non conforme ai parametri di potabilità. Ma le attuali sembrano invece, almeno a quanto dice Abbanoa, escludere il rimborso. Posizione ribadita di recente dal Tribunale di Tempio che ha bocciato le richieste di riduzione del 50% delle tariffe per i periodi di non potabilità di una ditta del luogo

«La contestazione – commenta l'amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti – è basata sul vecchio metodo tariffario Cipe risalente al '75. Ora le tariffe sono slegate dalla qualità dell'acqua. L'attività di potabilizzazione è una parte del totale del costo del servizio, che comprende anche distribuzione, scarichi fognari e depurazione. I gestori non possono essere penalizzati per le condizioni a volte disastrose in cui versano gli impianti che gli sono stati affidati. Devono essere impegnati e controllati affinché attuino gli interventi di regolarizzazione e ammodernamento degli impianti per i quali è destinata una parte importante della tariffa, che anche per questo deve essere integralmente riscossa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative