La Sgs agli ex Polsarda: salari pagati regolarmente
La replica dell’istituto di vigilanza: sporadici ritardi ma non per colpa nostra I lavoratori si erano detti pronti a occupare la sede della direzione dell’Asl
SASSARI. Arriva la replica della Sgs ai lavoratori ex Polsarda che alcuni giorni fa si erano detti pronti – circa un centinaio – a occupare la sede della direzione Asl qualora le loro richieste non fossero state ascoltate. «Occorre in primo luogo evidenziare che i lavoratori “ex Polsarda”, assorbiti (anche) da Sgs sono 9 guardie particolari giurate e non un centinaio. Di queste, una non è più alle dipendenze di Sgs e altre 5 si dichiarano estranee alle esternazioni dei colleghi». Tra le proteste dei lavoratori il ritardo nel pagamento degli stipendi: «Il nostro istituto di vigilanza – replica il presidente Antonello Solinas – ha sempre liquidato puntualmente quanto spettante ai propri dipendenti e solo in alcune sporadiche occasioni i bonifici sono partiti con qualche giorno di ritardo, comunque non superiore a due settimane». Due mesi, invece, secondo i lavoratori.
«Ciò è accaduto – continua Solinas – a causa di intempestive rimesse del corrispettivo di prestazioni da parte di enti pubblici appaltanti i quali, come è noto, soffrono anch’essi di cronici ritardi nel percepire i trasferimenti delle risorse dalle amministrazioni di riferimento. Il che ci obbliga a fare ricorso al credito pur di onorare i nostri impegni con i lavoratori, con conseguente aggravio di costi di esercizio».
Respinge al mittente, il presidente, anche l’accusa di comunicare giornalmente e senza programmazione i turni alle guardie. «I turni di servizio e le postazioni vengono predisposti settimanalmente. È fisiologico che possano essere necessarie modifiche dell’ultimo momento: ciò accade se un lavoratore si ammala o in relazione a particolari e motivate esigenze del committente». E smentisce anche «le affermazioni circa le ore base che i dipendenti prestano mensilmente. Vengono infatti rispettate da Sgs le 173 ore previste dal contratto. Inoltre, l’assorbimento dei lavoratori provenienti da altre aziende in crisi ha comportato esuberi che rendono non necessarie ore di straordinario». L’ultimo punto riguarda la proposta che avevano fatto i lavoratori alla Asl: «Cedano le postazioni ad altri istituti più seri». «Certamente – dice Solinas – se quegli “altri”, che da tempo hanno avviato una spietata guerra economica (e non solo) contro Sgs volessero assumere alle proprie dipendenze il personale scontento, non andrebbero incontro a troppo sacrificio, trattandosi di pochissime unità. La filosofia aziendale di Sgs predilige la creazione e il mantenimento dei posti di lavoro ed è per questo motivo che nel recente passato è stato acquisito un ramo di azienda di altro istituto di vigilanza i cui lavoratori non solo non ricevevano da mesi gli stipendi, ma rischiavano addirittura di perdere il proprio lavoro. E siamo orgogliosi di aver salvato quei posti di lavoro».
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