La Nuova Sardegna

Sassari

Pronto soccorso, tra risse e attese infinite

di Gabriella Grimaldi
Pronto soccorso, tra risse e attese infinite

La denuncia del sindacato Nursing Up: «Personale ridotto all’osso e accessi inutili per un servizio fuori controllo»

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SASSARI. Una rissa nel corridoio tra un ambulatorio e l’altro sedata dalle forze dell’ordine che avevano accompagnato quelle stesse persone ferite durante una rissa in città. Una scena assurda che però fra il personale del pronto soccorso purtroppo non desta così tanta sorpresa. È infatti solo l’ultimo degli episodi di aggressioni e violenze che si sono verificati nella struttura dell’ospedale Santissima Annunziata. Una situazione che rappresenta ovviamente il primo e importante sintomo di un disagio interno al servizio di emergenza-urgenza dell’ospedale.

Stavolta a dare voce al personale infermieristico che si dice stremato per le condizioni di lavoro proibitive è il sindacato Nursing Up. «La dotazione organica è al limite - dice il segretario provinciale Alessandro Nasone - e i colleghi operano in situazioni precarie, senza poter usufruire delle ferie e spesso costretti a saltare i riposi». Il tutto in contrasto con la recente normativa europea sugli intervalli minimi tra un turno e l’altro che mettono ancora di più a dura prova l’organizzazione di qualunque reparto. Figuriamoci quella del pronto soccorso.

«Entrando nello specifico - prosegue Nasone -, c’è un infermiere che deve occuparsi di due triage contemporaneamente, effettuare registrazioni, elettrocardiogrammi, rivalutare minimo ogni trenta minuti i pazienti in attesa e gestirne i bisogni primari. Non esiste alcuna sicurezza per molti colleghi che spesso sono vittima di aggressioni sia verbali che fisiche, questo anche perché non c’è controllo degli accessi primari e secondari della struttura». Le cose poi si complicano quando entrano in gioco “codici rossi” perché in quel caso gli infermieri devono lasciare i pazienti che stanno seguendo con la conseguenza che le liste d’attesa si allungano all’infinito. Prime vittime di questa organizzazione del lavoro sono, naturalmente, i pazienti che si ritrovano ad attendere ore e ore prima di ottenere un consulto.

«Nonostante i colleghi abbiano più volte denunciato questa situazione - si legge ancora nella nota di Alessandro Nasone - non è cambiato assolutamente niente. Anzi, la situazione è peggiorata ulteriormente sia per l’assenza causata da malattie sia per la continua diminuzione del personale che non viene sostituito in caso di pensionamento o di trasferimenti vari».

Tempo fa era stata anche chiamata in causa la struttura del Rischio clinico che aveva indicato percorsi per ottimizzare il lavoro. Suggerimenti - dicono i sindacalisti - che sono rimasti inascoltati. Adesso il personale chiede all’azienda ospedaliero universitaria, che da poco più di due mesi ha incorporato il Santissima Annunziata compreso il servizio dell’emergenza, di mettere finalmente mano a un problema così grande e migliorare le prestazioni della struttura.

C’è da dire che sul pronto soccorso di Sassari grava un carico di accessi rilevante. Si pensi che negli ultimi anni gli arrivi al pronto soccorso sono stati circa 48mila contro la dotazione organica ormai ferma a 17 infermieri turnisti e 5 che vari motivi, normalmente patologie, lavorano soltanto di giorno. Continuano a pesare gli accessi impropri (cioè non necessari) che con una migliore organizzazione sanitaria potrebbero essere drenati dal territorio fermandosi all’ambulatorio o alla consulenza dei medici di base. Per il momento l’unica realtà sono gli insulti e le aggressioni al personale e le eterne attese dei pazienti.

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