Asinara, operatori del Parco in agitazione
Sollecitata un’intesa tra Comune e Conservatoria: «Stabili bloccati e attività di sviluppo paralizzate»
PORTO TORRES. Creare un “ponte” tra amministrazione comunale e Conservatoria delle coste per sbloccare la progettazione e affrontare compiutamente la situazione degli stabili regionali non utilizzati che di fatto frenano sviluppo e valorizzazione del Parco nazionale dell’Asinara. Sono queste alcune delle richieste fatte dagli operatori turistici che lavorano sull’isola parco alla delegazione comunale presente martedì nella sala del Museo del Porto (assessori Ambiente Cristina Biancu, Bilancio Donato Forcillo, Lavori pubblici Marcello Zirulia e presidente della Commissione Asinara Andrea Falchi), a cui si aggiungono i costi esorbitanti che vengono chiesti dalla Conservatoria per avere in affitto un immobile, giudicati eccessivi e penalizzanti. Per considerare l’Asinara un quartiere di Porto Torres ci vogliono dunque ancora tante cose che mancano, e a confermarlo sono i rappresentanti delle oltre sessanta aziende turistiche che lavorano nel Parco e nell'Area marina protetta per fornire servizi escursionistici, trasporto, ricettività e ristorazione. «Ad oggi il Comune è presente solo con il vigile urbano – ha detto l’imprenditore di ittiturismo Gennaro Dimeglio –, invece di avere una rappresentanza politica sull’isola, mentre la grande assente continua ad essere la Conservatoria delle coste: strade e immobili sono in stato di totale degrado». Proprio la chiusura di alcune strade panoramiche, ad alto gradimento da parte dei turisti, ha creato problemi all’attività dei fuoristrada: «Viene trascurata la manutenzione ordinaria delle strade – dice Giuliana Altea –, penalizzando fortemente la nostra attività, e la Conservatoria non ci concede l’uso di un qualsiasi immobile per dormire sull’isola».
Altre priorità - secondo gli operatori -, la presenza durante tutta la stagione di un servizio medico per lavoratori e visitatori, e l'installazione di un rifornitore di carburante per i mezzi che effettuano escursioni sull’isola. Tra i temi trattati anche il contributo di sbarco, su cui non sono chiare le modalità di riscossione, secondo il quale la giunta comunale (parole dell’assessore Forcillo) «sarebbe orientata ad applicare 2,50 euro in alta stagione e 1,50 euro per la bassa stagione». Per il direttore dell’Ente Parco, Pierpaolo Congiatu, non si può applicare una tassa su qualcosa che non c’è: «Prima si mette l’acqua potabile, le fogne, la luce, il medico, poi si può parlare di quartiere ed, eventualmente, della tassa di sbarco». (g.m.)
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