La Nuova Sardegna

Sassari

Delrio: «Piano del porto non conforme al Puc»

di Gavino Masia
Delrio: «Piano del porto non conforme al Puc»

Il ministro delle Infrastrutture ha risposto all’interrogazione di Silvio Lai Le responsabilità dei ritardi sono del Comune. Le scelte rinviate alla Regione

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. «Il blocco del Piano regolatore portuale è dovuto alla non conformità del nuovo Piano urbanistico di Porto Torres con l’intesa firmata nel 2012 tra l’Autorità portuale e il Comune: si rendono poi necessarie ulteriori modifiche al Prp per consentire di inserire lo scalo marittimo nel progetto di cooperazione transfrontaliera Optimed, e a questo si aggiunge anche la richiesta di realizzare, sempre all’interno del porto, un sito per il Gas naturale liquefatto che richiede ulteriormente modifiche e adeguamenti».

Con queste parole il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha risposto all’interrogazione presentata dal senatore del Pd Silvio Lai (e da altri parlamentari dello stesso partito), che chiedeva chiarimenti dal Ministero riguardo ai rimpalli di responsabilità che di fatto stanno bloccando il Prp e di conseguenza la crescita dello scalo turritano.

«Lo sviluppo e il rilancio del porto di Porto Torres sono indispensabili per l’economia di tutto il nord ovest della Sardegna – sottolinea Lai – e il Piano regolatore portuale è l’unico strumento in grado di consentire la programmazione dei servizi necessari per raggiungere questi obbiettivi: le linee guida sono state già approvate da quasi quattro anni, ma il già lungo iter per un motivo o per l’altro sembra sempre arenarsi».

La risposta del Ministero attribuisce dunque responsabilità per parte dei ritardi al Comune e rinvierebbe alla Regione la scelta decisiva se sia necessario arrivare ad una nuova intesa o se valgano invece gli accordi del 2012 per portare avanti il procedimento di Valutazione ambientale strategica. «Occorre però superare il rimpallo delle responsabilità che sta facendo perdere anni – aggiunge il senatore sassarese –, coordinare le istituzioni attraverso un approccio politico e non burocratico: questo non é certamente facilitato dal lungo commissariamento della Port Authority, al quale occorre porre rimedio, come ai primi confusi passi della nuova amministrazione di Porto Torres che ha perso molto tempo anche con iniziative confuse e contraddittorie».

Alla luce della risposta del governo, secondo Lai, occorre una nuova iniziativa, perché non é più accettabile proseguire in questo modo e si deve prendere il bandolo della matassa per trovare una soluzione in grado di sbloccare la situazione.

«Il ministero, oltre ai compiti di vigilanza sull’Autorità portuale, deve assumere un ruolo di regia che permetta di superare la fase di stallo: ma spetta anche alla Regione, e in particolare all’assessorato all’Ambiente, dare indicazioni certe e definitive su come procedere rapidamente, nel rispetto della legge, per arrivare ad una nuova Vas dopo che é stato condiviso che aree portuali e retroportuali vadano sviluppate tenendo conto delle novità occorse secondo una diversa impostazione».

L’unica certezza è che sono passati ben quattro anni dalla prima intesa e tutto il territorio non può e non deve attendere oltre per poter avere a disposizione il nuovo Piano regolatore portuale. Anche perché nel frattempo c’è il rischio di perdere occasioni o di distruggerle con scelte sbagliate nell'area industriale e in quella adiacente.

«Come il possibile spezzatino dei terreni Eni e delle infrastrutture portuali – conclude Lai – che può avvenire solo in assenza di una programmazione definita e condivisa a vantaggio di scelte discrezionali per pochi: il rischio, per esempio, è che aree e infrastrutture Eni necessarie per superare l'alta congestione dei piazzali e per lo sviluppo della zona franca doganale si disperdano in progettini di poco respiro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative