La Nuova Sardegna

Sassari

I renziani del Pd lanciano la campagna referendaria

di Vincenzo Garofalo

A ottobre si voterà sulla legge di riforma costituzionale già votata dal Senato Il comitato “Sassari Sì” ha iniziato ieri la corsa per spiegare perché approvarla

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SASSARI. Parte da Sassari la campagna referendaria dei renziani del Pd per promuovere il referendum confermativo che si terrà a ottobre per confermare, o no, la legge di riforma costituzionale già approvata dal Senato. Il Comitato referendario Sassari Sì ha emesso ieri il suo primo vagito, «sperando che questa sia la scintilla per far nascere altri comitati in tutta la Sardegna», ha detto il consigliere regionale dei dem, Gavino Manca, affiancando i promotori del comitato, Gianluca Giordo e Mario Pingerna, nel corso di una conferenza tenuta nella sala del villino Ricci.

Con diciannove schede colorate, in pieno stile comunicativo renziano, il Comitato ha provato a spiegare i contenuti della riforma costituzionale che porterà al taglio del Senato e alla cancellazione delle Province, e i motivi per cui gli italiani dovrebbero partecipare al referendum, e imbucare un Sì nell'urna: «È una riforma che segnerà un cambio di passo fondamentale per lo sviluppo del Paese», ha annunciato Manca. «Ci rendiamo conto che il percorso è impegnativo, anche perché ci sono molte contrapposizioni in campo, con alcune forze politiche che vogliono contrastare questo cambiamento». Forze politiche fra cui una fetta, seppur minoritaria, dello stesso Pd.

E proprio ai gufi del Pd, più che ai cittadini, è rivolto l'appello referendario del comitato: «Mi auguro che il Pd si schieri e operi in maniera unitaria, superando i contrasti interni che non devono influire su una riforma epocale, attesa da almeno trent'anni», ha concluso Gavino Manca, prima di passare la parola a Gianluca Giordo. «Questa nostra iniziativa non nasce dal Pd ma dalla società civile», ha puntualizzato l'avvocato sassarese davanti a una mini platea di tesserati dem, con in prima fila il vice sindaco di Sassari, Gianni Carbini e l'assessora comunale, Monica Spanedda. E nonostante il Comitato non sia una propaggine del Pd, è sul fronte politico che Giordo ha puntato l'obiettivo: «Questo referendum non sarà solo sulla riforma costituzionale, sarà molto di più; per questo è contrastato da persone che dopo avere criticato per decenni l'inefficienza del bicameralismo, ora contestano la riforma cercando di dare una spallata al Governo Renzi e al Pd». Dito puntato contro i contestatori della riforma e del referendum anche per Mario Pingerna: «La riforma rafforza la partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese, per questo non si capisce come possa essere avversata dal M5S. Come lo spiegheranno ai loro elettori?». Il Comitato, per spiegare il suo Sì al referendum organizzerà una serie di incontri nel territorio, coinvolgendo statisti e, sperano, anche la ministra Boschi.

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