Boom di visitatori alla Casa delle fate e al museo di Sedini
Nella struttura sono in mostra oggetti e ambienti quotidiani Una collezione privata che conta migliaia di pezzi
SEDINI. La domus de janas “La Rocca” di Sedini può considerarsi uno dei monumenti più conosciuti non solo dell’Anglona ma dell’intera isola, non solo perché è una delle più grandiose grotte delle fate, ma anche per la straordinaria sovrapposizione di storia che nel corso dei secoli si è alternata al suo interno. Il Museo delle tradizioni etnografiche dell’Anglona, censito nel 2004 dalla Regione, nel corso degli anni ha incrementato il numero di visitatori, anche grazie all’attenzione dedicata dagli operatori all’esposizione dei reperti e alla ricostruzione degli ambienti di vita. I dati che si sono registrati nei primi due mesi dell’anno fanno pensare a un leggero ma incoraggiante incremento del numero dei visitatori, che nel corso del 2015 sono stati circa 5mila, che colloca il museo della domus come secondo museo dell’Anglona per numero di presenza. Il museo etnografico raccoglie oggetti che arrivano dai paesi di questa area storica, frutto della passione e della ricerca dei soci della cooperativa che negli anni hanno curato e catalogato, facendo crescere la collezione privata che conta ormai migliaia di pezzi. La domus venne aperta 19 anni fa ed è divenuta nel tempo un modello da imitare per i servizi erogati, ricerca, divulgazione, didattica, ma soprattutto per la competenza del personale impiegato che va dalla guida turistica regionale, all’operatore didattico museale. Nelle varie sale sono presenti diversi allestimenti, dalle teche che ospitano il vestiario quotidiano e l’abbigliamento festivo alla ricreazione di angoli dedicati ai telai del 1700 e alla tessitura, ai vecchi mestieri inerenti l’economia agro-pastorale e agli oggetti dedicati alla devozione e alla religiosità popolare. A cura della cooperativa Setin e in collaborazione con la locale Pro loco è stata inoltre allestita una mostra sugli amuleti e sui riti legati alla sfera pagano/religiosa, ospitata in un palazzo del centro storico. Nel corso dei primi mesi del 2015 è stato completata da parte del Comune la riqualificazione del museo che ha consentito il rifacimento di alcuni ambienti, l’illuminazione delle collezioni, il recupero del vecchio stabile che ospitava il fabbro e del giardino sottostante, che consentirà di ampliare la visita ad altri ambienti adiacenti alla domus. Grazie a questi interventi è sempre più frequente incontrare visitatori durante tutto l’anno che, dopo la visita al museo, scorrazzano nel centro storico scavato nella roccia armati di macchina fotografica, incorniciando gli scorci più suggestivi o ancora visitando le belle chiese campestri, splendidi gioielli d’architettura incastonati la campagna sedinese e che danno la sensazione di un luogo fuori dal tempo.
Insomma, il piccolo museo permanente è diventato con il tempo oltre che memoria viva del paese, anche punto di riferimento in cui portare parenti e amici in visita, mostrando la cultura, la storia e le tradizioni della comunità.
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