La Nuova Sardegna

Sassari

I politici di Sassari contagiati da Facebook: il finto consenso dei “like”

di Daniela Scano

Siamo arrivati inesorabilmente al “vecchia puttana”. I social network sono un'arena insidiosa per chi li usa per il dibattito

3 MINUTI DI LETTURA





Siamo arrivati inesorabilmente al “vecchia puttana”. Con queste amabili parole, significativamente pronunciate nella settimana dell’8 Marzo, un personaggio sassarese dotato di velleità politiche avrebbe apostrofato una consigliera comunale nel proprio profilo facebook. Il condizionale è d’obbligo, perché il presunto autore del post ha gridato al complotto e al furto di immagine. La Polizia postale risolverà il giallo in pochi minuti se, dopo aver sferzato l’autore del post con un commento sarcastico, la destinataria dell’insulto presenterà anche una querela per ingiurie. Il reato è stato depenalizzato ma adesso viene sanzionato con una multa fino a quindicimila euro: non male, come deterrente per chi non sa resistere alle intemerate da tastiera.

L’episodio è solo l’ultimo in ordine di tempo che si consuma sotto gli occhi di tutti nella arena virtuale dei social network. Uno spazio dove i politici – veri e sedicenti – hanno preso l’abitudine di esercitare l’arte del dibattito, a volte usando (secondo loro) il linguaggio della “ggente comune” per farsi capire. C’è l’assessore comunale che per replicare a un articolo di stampa non usa più l’antiquato comunicato, che è una risposta pubblica su un tema di interesse pubblico, ma si scatena sul proprio profilo fb fino a quando interviene un ex consigliere comunale per spiegargli la notizia. C’è il deputato che rivela la scarsità e la vetustà delle dotazioni di polizia, le stesse di quando l’autore dei post faceva il presidente della Regione senza preoccuparsi del problema. Adesso speriamo che il parlamentare presenti una interrogazione alla Camera, come prescrive il suo impegno istituzionale.

Ci sono anche i “social-suscettibili”. Di recente, racconta chi ha partecipato alla riunione, un assessore regionale ha ricevuto una delegazione di imprenditori portati alla rovina dalla lentezza del sistema burocratico nei rimborsi di competenza del suo staff. Li ha ricevuti solo, ha spiegato, perché uno degli interessati gli aveva chiesto l’appuntamento pubblicamente nella sua pagina facebook che è diventato l’unico luogo dove raggiungerlo. Dopo avere redarguito l’inopportuno, l’assessore ha chiuso in fretta l’incontro senza dare risposte sui rimborsi: non era preparato, ha spiegato prima di congedarsi. Strano comportamento per un debitore moroso nei confronti dei suoi creditori.

La politica ai tempi di facebook è anche questa, Sassari non fa eccezione. In questo oceano si può pescare tutto e il contrario di tutto: per esempio leggere i post supercliccati di consiglieri comunali («basta con le slot machine») smentiti dai fatti di un Comune che autorizza l’apertura di una cattedrale delle macchinette.

I politici non si rendono conto che nella grande piazza sono rimasti sempre più soli, consolati dai “mi piace” degli amici e dei parenti. Ora hanno cominciato a condividersi reciprocamente i post, in una catena di sant’antonio della autoreferenzialità. Le brutte e le belle figure durano lo spazio di poche ore. Senza “like” ad alimentarla, ogni polemica scorre verso il basso e viene rimpiazzata dalla successiva, in una grande gazzarra di affermazioni perentorie e quasi sempre senza seguito.

I nostrani politici “web-oriented” pensano di rivolgersi alla “ggente”, vale a dire agli elettori, invece la gente vera sta pensando ai problemi reali per i quali aspetta soluzioni. L’elenco delle urgenze è sempre più lungo e c’è da chiedersi quando questi signori troveranno il tempo di affrontarle se, come pare dalla iperattività di qualcuno, stanno sempre nei social network. Insomma, #fattinonparole.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative