La Nuova Sardegna

Sassari

Guerra dei sindaci per gli ospedali

Incontro a palazzo Ducale per proporre modifiche alla delibera sulla rete

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SASSARI. I rappresentanti del territorio uniti per chiedere a gran voce la modifica della delibera regionale sulla nuova rete ospedaliera. L’obiettivo, dichiarato da un gruppo di amministratori per la prima volta uniti in vista di un medesimo scopo, è quello di proporre una serie di emendamenti alla delibera e fare in modo che alcuni punti relativi al futuro della sanità nel Nord Sardegna, siano modificate.

Ieri si è parlato dunque di posti letto (non devono essere ridotti), di classificazione degli ospedali (almeno di primo livello quelli di Alghero e Sassari) e di mantenimento di servizi essenziali per la popolazione. Lo hanno fatto sindaci, vicesindaci e assessori convocati ieri mattina dal primo cittadino di Sassari Nicola Sanna in sala consiliare per discutere e porre le basi per un documento comune da cui estrapolare emendamenti che saranno presentati in occasione della discussione della delibera del 2 febbraio dai consiglieri regionali del territorio. E la prima nota dolente, oltre al complessivo sentore di smobilitazione della sanità sassarese, riguarda proprio quei rappresentanti politici che ieri sono mancati all’appello e che invece avrebbero dovuto prendere in mano il testimone della protesta.

A stigmatizzare le assenze è stato per primo il sindaco di Ozieri Leonardo Ladu: «Ci siamo sentiti dimenticati da Sassari per un lungo periodo - ha detto -. Oggi siamo qui, in pochi, ma dobbiamo essere convinti di portare avanti una battaglia che a questo punto è squisitamente politica».

Ma a rendere chiaro il quadro della situazione con l’aiuto dei numeri è stato il consigliere comunale Mario Pala, la cui mozione sulla sanità è stata approvata dal consiglio comunale di Sassari e che oggi fa da base per avanzare richieste alla Giunta guidata da Pigliaru. «Esiste un’incongruenza di base- ha detto - per quanto riguarda i posti letto. A Sassari sono previsti 3,37 letti ogni mille abitanti mentre a Cagliari si sale a 4,40. Il motivo è tutto da discutere anche alla luce del fatto che Sassari, secondo la delibera, sarà spogliata di servizi essenziali e superspecializzati come la chirurgia toracica e la chirurgia pediatrica. Molto c’è da dibattere sull’assegnazione di 290 posti letto al futuro ospedale di Olbia Mater che al momento non rientrano nel computo della sanità pubblica ma che torneranno a pesare dal 2018». Pala ha anche posto l’accento sulla mancata previsione di una rete oncologica per Sassari e sull’unico centro di riferimento, a Cagliari, per la sclerosi multipla.

Frecciate sull’assenza dei consiglieri regionali anche da parte del sindaco di Alghero Mario Bruno che ha invece parlato del futuro degli ospedali di Alghero e Ozieri. «Per avere il riconoscimento del primo livello (stando alla riforma saranno classificati come di base) dovrebbe essere attivata la rianimazione. Ecco, vista la presenza dei due commissari della Asl e dell’Aou, chiediamo che risorse siano dedicate proprio all’allestimento della rianimazione in modo che l’accreditamento di questi ospedali abbia una prospettiva reale». Nicola Sanna è intervenuto dicendo che la riunione di ieri era necessaria per ribadire, alla vigilia dell’esame della proposta di riordino della rete ospedaliera, che occorrono delle modifiche ritenute essenziali per il futuro del sistema sanitario nel territorio e nella regione. «I nostri servizi - ha detto ancora Nicola Sanna - sono strutturalmente integrati all’offerta che a regime deve essere comparabile a quella del resto dell’isola. Ma questa comparazione in termini di pari rilevanza e peso oggi non ci appaiono adeguati». Il 29 marzo, a Palazzo Ducale, si riuniranno le commissioni consiliari sanità dei Comuni di Ittiri, Ozieri, Thiesi, Alghero e Sassari che nel loro ordine del giorno avranno proprio le modifiche alla delibera regionale di definizione della rete ospedaliera sarda.

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