La Nuova Sardegna

Sassari

Da Broadway a Sassari, conto alla rovescia per la prima nazionale di “Jersey Boys”

di Monica De Murtas
La compagnia di "Jersey Boys" a Broadway
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La compagnia di "Jersey Boys" a Broadway

Al Teatro Verdi una grande compagnia di tecnici e attori per la prima italiana del pluripremiato musical, parla il regista Insegno

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SASSARI. Al Teatro Verdi è iniziato il conto alla rovescia per l'anteprima nazionale di "Jersey Boys". Il pluripremiato musical, campione di incassi a Broadway e nel West End di Londra (diventato nel  2014 un successo cinematografico per la regia di Clint Eastwood) debutterà nella versione italiana, in prima assoluta a Sassari, venerdì 18 alle 21 con repliche sino a domenica 20.

La macchina organizzativa di Jersey Boys è sbarcata in città nei giorni scorsi accompagnata da un cast di attori, musicisti e un'imponente squadra tecnica: 2  truccatrici, 2 sarte, sei tecnici audio, 6  tecnici luci, otto macchinisti sono già al lavoro dietro le quinte. Son stati necessari ben due autoarticolati per portare in teatro scene, costumi e service audio-luci necessari per l'allestimento firmato da Lorenzo Vitali e diretto da Claudio Insegno.

Sul palco tra dialoghi in italiano e più di 20 brani, eseguiti con band dal vivo e cantati in lingua originale, si ripercorre la vera storia dell'italo-americano Frankie Valli e dei "Four Seasons" che, appena ventenni, crearono un nuovo sound che conquistò il mondo vendendo oltre 175 milioni di dischi. Il Musical "Jersey Boys" ha debuttato a Broadway nel 2005 ed ha vinto in questi 11 anni di repliche tra New York, Londra e Las Vegas ben 54 ambiti premi tra cui il "Grammy Awards".

A dar vita alla versione italiana dello spettacolo è Il regista Claudio Insegno (fratello di Pino della "Premiata Ditta") al suo attivo diversi musical di successo e una lunga esperienza di attore e doppiatore.

Come procede l’allestimento?

«Stiamo lavorando senza soste al Verdi. Sia io che il direttore artistico Lorenzo Vitali abbiamo voluto fortemente che il debutto fosse a Sassari perché crediamo che sia il posto perfetto per presentare in anteprima questo lavoro. Un omaggio a un pubblico che per il secondo anno consecutivo supporta le iniziative del cartellone. Gli spettatori sassaresi sono molto competenti e appassionati se il nostro spettacolo vi piacerà avremo superato un prova importante. Devo confessare inoltre che siamo molto felici del calore con cui siamo stati accolti, non solo da chi lavora con noi ma in generale dalle persone che incontriamo in giro e che ci chiedono informazioni sull'allestimento. Anche i titolari di tanti negozi del centro storico: cartolerie, ferramenta ci stanno aiutando a risolvere i piccoli problemi quotidiani dell'allestimento. Se fossimo stati a Milano, finito il lavoro in teatro, non avremmo vissuto certo questo clima quasi vacanziero. Una così bella atmosfera fa crescere bene lo spettacolo».

Oltre ai tecnici del vostro staff sono coinvolte maestranze locali ?

«Si e non solo per una questione logistica ma anche perché credo sia importante quando si realizza una produzione muovere tutto l'indotto economico che ruota intorno all'operazione culturale e di spettacolo. Siamo in una città dove si lavora davvero bene grazie all'apporto di validi professionisti che rendono possibile la fase articolata e delicata dell'allestimento».

Nel cast c'è un sassarese?

«Si Giulio Pangi emozionato e orgoglioso, torna a recitare a casa dopo anni di tournée in giro per l'Italia. Interpreta il ruolo di Joe Pesci accanto a lui nei panni dei Four Seasons: Alez Mastromarino, Marco Stabile, Claudio Zanelli e Flavio Gimondi».

Un allestimento con un impatto scenografico simile a quello dei musical di Broadway e Londra?

Abbiamo cercato di realizzare un prodotto simile all'originale, con scenografie che seguono il modello angloamericano. Dobbiamo comunque sempre ricordare che i musical italiani sono pensati per essere portati in tournée, necessariamente devono quindi essere strutturati per fasi di montaggio e smontaggio. In Inghilterra e America ogni musical si costruisce invece all'interno del teatro che lo ospita e resta in programmazione a volte anche per decenni».

Tra tanti musical di successo com'è nata l'idea di lavorare su "Jersey Boys"?

«Ci piaceva l'idea di raccontare questa bella storia italo-americana e di far conoscere al pubblico le vicende umane che stanno dietro le famosissime canzoni dei "Four Seasons". Brani che hanno fatto da colonna sonora alla vita di generazioni diventano il tessuto musicale di questo spettacolo. Sarà come assistere ad un concerto inframezzato però da una rete di storie coinvolgenti».

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