La Nuova Sardegna

Sassari

Foto con il cellulare per perseguitare la ex

Cinquantenne a processo per stalking: minacciava e pedinava lei e il suo nuovo compagno

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SASSARI. Una volta era entrato nella camera da letto dove lei si trovava insieme al nuovo compagno e con il cellulare aveva scattato delle fotografie. In aula, davanti al giudice Maria Teresa Lupinu, la donna ha raccontato di quel tormentato rapporto con l’ormai ex compagno e padre dei suoi due figli che le aveva reso la vita impossibile.

Tanto da convincerla a rivolgersi all’avvocato Claudio Mastandrea e a denunciarlo per atti persecutori. E proprio con questa accusa è finito a processo l’uomo di un paese del Sassarese che con il suo atteggiamento da stalker aveva anche costretto la ex a cambiare casa e a stabilirsi per un periodo in albergo. Almeno cinque gli episodi contestati dal sostituto procuratore Maria Paola Asara, tutti commessi tra settembre e dicembre dell’anno scorso. Le foto con il cellulare erano uno degli atti persecutori preferiti dall’imputato. Una volta era entrato in ristorante – dove la coppia stava cenando – e aveva scattato delle foto pronunciando poi la frase «Beccati, adesso ci divertiamo». In un’altra occasione, ai giardini pubblici, dopo aver seguito gli spostamenti della donna le rivolgeva frasi del tipo «salutate mamma che ha un nuovo amichetto – rivolgendosi ai figli – e adesso va a coricarsi con un nuovo amichetto». Le persecuzioni erano rivolte anche al nuovo compagno della vittima al quale, secondo la Procura, avrebbe detto in una piazza pubblica: «Ho la tremarella, devi sparire entro due minuti sennò non sai cosa ti faccio. Ti dò due minuti di tempo per andartene». Dopodiché lo avrebbe «scaraventato a terra dicendogli: “Tu nella mia macchina non ci sali, guai a te se tocchi le mie figlie, ti ammazzo». E poi telefonate, messaggi alla ex. Ma non solo, l’imputato secondo la ricostruzione dell’accusa avrebbe anche pubblicato nel profilo Facebook minacce dirette al compagno della donna e anche fotografie che li ritraevano insieme.

Una volta era riuscito a entrare a casa dei due e «aveva scattato foto con il proprio telefono cellulare nella camera da letto dicendo: “Questa è la fine, adesso mi ammazzo e vi ammazzo”». Anche in tribunale, come scrive sempre il pm, l’uomo aveva cercato di «avvicinare ripetutamente la donna» e all’ingresso del palazzo di giustizia «minacciava di morte il compagno di lei con l’espressione “Stai lontano dalle mie figlie sennò ti ammazzo». Prossima udienza il 7 luglio. (na.co.)

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