Incendi, furti e ricettazione: il pm chiede due condanne a 6 e 4 anni
Roberto Carta e Giovanni Maninchedda avrebbero danneggiato due Compro oro e il Tris Bar Nell’udienza del prossimo 15 aprile sono previste le repliche e la sentenza del gup Spanu
SASSARI. Per il sostituto procuratore Corinna Carrara sarebbero, a vario titolo, responsabili di tre incendi ai danni di altrettanti esercizi commerciali cittadini, del furto di una moto e della ricettazione del mazzo di chiavi di una Bmw risultata rubata.E per questo motivo durante il processo che si sta celebrando con rito abbreviato davanti al giudice Antonello Spanu ha chiesto la condanna a sei anni di reclusione per Roberto Carta (sassarese di 28 anni) e a quattro anni per Giovanni Maninchedda (di 27 anni, sassarese anche lui). Il primo è assistito dall’avvocato Marco Palmieri, il secondo dal collega Danilo Mattana.
Gli episodi contestati risalgono tutti al 2011. La Procura individua Carta come responsabile («in concorso con persone allo stato non identificate») degli incendi al “Banco dell’oro” di via Alghero – che provocò anche il danneggiamento di una vicina agenzia di viaggi – e a quello di via Pascoli. Maninchedda entrerebbe invece in scena solo per l’incendio della struttura esterna del Tris Bar all’angolo tra via Tempio e via IV Novembre, il 27 aprile di cinque anni fa.
L’allarme era stato dato intorno all’una da alcuni passanti che avevano notato le fiamme. Fortunatamente l’intervento dei vigili del fuoco era stato tempestivo, una squadra era arrivata in pochi minuti sul posto e aveva spento le fiamme che, però, avevano già distrutto la tenda della veranda. Sul posto anche gli agenti della sezione volanti della questura e gli specialisti della Scientifica. Le prime valutazioni degli investigatori della squadra mobile erano orientate su un atto vandalico. In quel periodo, infatti, si temeva che l’episodio potesse in qualche modo avere a che fare con l’escalation di episodi criminali contro altri esercizi commerciali di Sassari. Ad esempio le fucilate esplose contro il Bel Bar di corso Vico e contro la Farmacia Simon di piazza Castello. Ma il proprietario del Tris Bar, sentito dalla polizia, aveva da subito escluso problemi di qualsiasi natura e aveva convenuto con gli investigatori che la tenda incendiata fosse un fatto certamente grave ma da considerare “solo” come un atto vandalico.
Per la Carrara, Carta sarebbe anche responsabile del furto di uno scooter parcheggiato nel cortile di un complesso residenziale. Mentre, in concorso con Maninchedda, avrebbe «acquistato o comunque ricevuto le chiavi di un’autovettura Bmw provento di furto». Da qui la contestazione della ricettazione. Il giudice Spanu ha rinviato l’udienza al prossimo 15 aprile per eventuali repliche degli avvocati difensori e per la sentenza.
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