Sassari, i monogruppo fanno saltare il Consiglio
Riemergono le tensioni in maggioranza per gli assetti di giunta: i piccoli partiti con la minoranza abbandonano l’aula
SASSARI. Occhio per occhio, dente per dente. O pan per focaccia. Insomma, anche la politica coltiva le sue piccole vendette a caldo. Il sindaco la mattina fa toccata e fuga in commissione Lavori pubblici e snobba la discussione e le domande? La sera i consiglieri fanno saltare un’importante seduta del Consiglio comunale, per mancanza di numero legale. Ma non è solo una questione di ripicche. Come intuibile c’è dell’altro. E questo potrebbe essere il primo segnale del braccio di ferro di metà mandato: ci sono da ridiscutere un po’ di cose, come presidenze di commissioni e anche qualche assetto di giunta. D’altronde gli accordi che il sindaco Sanna aveva stipulato per sciogliere il nodo del rimpasto avevano una scadenza. E i partiti minori hanno guardato il calendario, hanno osservato la poltrona dell’assessore Amalia Cherchi, e si sono ricordati anche delle promesse che il primo cittadino aveva fatto in fase di accordi di maggioranza. Insomma, l’armonia di facciata cucita in questi mesi sta cominciando a sfilacciarsi. Ed ecco che alla prima occasione utile Francesco Era (Cendtro Democratico), Giancarlo Serra (Partito dei sardi), Giampaolo Manunta (Idv), Tonino Falchi (Upc), Marco Manca (Sel), ai quali ultimamente si è accodata Nanna Costa (Ora Sì), hanno fatto sentire la loro presenza, o meglio, la loro assenza in aula. E in un attimo hanno dimostrato al sindaco che senza di loro i numeri per governare non ci sono. Uno scambio di sguardi con la minoranza e con i Cinque Stelle, e anche tutti gli esponenti dei partiti monogruppo si sono dileguati. Un’intera bancata si è fatta deserta. È rimasto solo soletto Manuel Alivesi (Fi), che ha pigiato il tasto del microfono e ha chiesto la verifica del numero legale: 18 assenti e 17 presenti. Alla presidentessa Ughi non è rimasto altro che decretare la chiusura della seduta. E dire che il primo punto all’ordine del giorno era molto importante: esame delle nuove aliquote Tasi per il 2016. Un capitolo fondamentale anche per la predisposizione del Bilancio comunale.
Però anche l’argomento sul quale era incentrata la commissione della mattina era di grande interesse. Il presidente Era aveva concordato con il sindaco da diverse settimane un’audizione per illustrare gli interventi sulle reti idriche. I disagi degli utenti Abbanoa infatti sono all’ordine del giorno. 14 ordinanze di non potabilità emanate dal primo cittadino, restrizioni idriche pesanti. E Nicola Sanna le ha ricordate, e ha parlato di un investimento che supera i dieci milioni di euro per realizzare nuove condotte, sostituire alcuni tratti di altre, quindi ancora fondi per manutenzioni ordinarie e per il ripristino delle strade dopo i lavori sulle tubature quindi ancora una campagna di ricerca delle perdite presenti nella rete idrica cittadina. «Il sindaco ha fatto il compitino e poi è andato via per sopraggiunti impegni istituzionali – si è lamentato Giancarlo Carta – tutti noi avevamo delle domande da rivolgergli». Evidentemente i consiglieri non hanno digerito bene lo smacco. E soprattutto i “monogruppo” il pomeriggio hanno colto l’occasione per rinfrescare la memoria a Nicola Sanna: c’è da rivedere l’assessorato agli Affari generali. I patti erano che la poltrona di Amalia Cherchi era a scadenza, e i tempi sono maturi per una sostituzione che rappresenti i piccoli partiti. Il veterano Tonino Falchi è molto battagliero, ma anche gli altri sembrano determinati a puntare i piedi.
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