Si accende un falò per produrre il carbone
BUDDUSO’. Si va alla scoperta degli antichi mestieri iniziando dalla carbonaia, metodo di produzione del carbone vegetale che sarà riproposto in paese per iniziativa dell’assessorato comunale...
BUDDUSO’. Si va alla scoperta degli antichi mestieri iniziando dalla carbonaia, metodo di produzione del carbone vegetale che sarà riproposto in paese per iniziativa dell’assessorato comunale Cultura e Turismo. Da oggi e sino all’11 aprile, nel cortile della casa di Barore Beccu sarà acceso, con la collaborazione di Nino Fodde e degli operai del Comune Pietro Bua e Battista Pudda, un grande falò che per una ventina di giorni brucerà a fuoco lento sino all’apertura e al recupero del carbone. Il tutto sarà documentato giorno per giorno dallo stesso Beccu, che commenterà l’avvenimento e spiegherà questa antica tecnica di produzione del carbone davanti a un pubblico composto da addetti ai lavori, studenti e da curiosi. Sarà un’occasione perfetta per visitare Buddusò e una splendida parentesi per conoscere la carbonaia e l’arte di realizzare il carbone con una tecnica usata in passato in gran parte del territorio di Buddusò, in particolare a Tandalò, villaggio sorto quando i carbonai toscani, finanziati da imprenditori piemontesi, nella prima metà del diciannovesimo secolo iniziarono a diradare i boschi di Tandalò per produrre carbone servendosi di manodopera locale. (b.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google