La Nuova Sardegna

Sassari

Chilivani, quartiere dimenticato

di Barbara Ma
Chilivani, quartiere dimenticato

Strade con voragini, odori nausebondi, pochi servizi. Giordano (PdS): «Basta, si deve intervenire»

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OZIERI. Strade impraticabili, buche che oramai formano voragini, odori nauseabondi provenienti dall’impianto a biogas, servizi quasi inesistenti. E’ la situazione del rione di Chilivani, che da popoloso quartiere ferroviario è divenuto negli anni sempre più un dormitorio per le famiglie che vi abitano.

A denunciare la situazione, a dire il vero per l’ennesima volta, è Davide Giordano, del Partito dei Sardi, che punta il dito contro l’amministrazione comunale ma anche contro la Regione e le grandi società come Abbanoa, responsabile quest’ultima delle disastrose condizioni delle strade, non ripristinate dopo gli ultimi interventi di sostituzione delle condotte eseguiti ormai due anni fa. «Dov'è la sicurezza degli automobilisti e non solo – si chiede Giordano –? Noi cittadini siamo obbligati a pagare una cauzione se dobbiamo effettuare dei lavori sul manto stradale e se non lo ripristiniamo. Perché Abbanoa non paga o sistema i danni? Ormai il manto stradale di un quartiere in crescita come Chilivani è simile ad un campo minato».

Quartiere “in crescita” per lo meno nelle intenzioni, sottolinea Giordano ricordando le passate iniziative del Comune per ripopolarlo restaurando appartamenti un tempo appartenenti alle Ferrovie dello Stato. Il quartiere è stato sì ripopolato, ma dove sono i servizi?, si chiede ancora l’esponente PdS. «La scuola è definitivamente chiusa, e l’edificio è ancora inutilizzabile a causa dei lavori infiniti, non vi è una ludoteca né spazi di aggregazione dove i numerosi bambini possono andare a svagarsi. Da poco è stata aperta una sezione dell’Azione cattolica ragazzi (Acr), in particolare grazie alla signora Giusy Fenu che da anni si attiva affinché il quartiere possa avere delle risposte sui disservizi, raccogliendo numerose petizioni con centinaia di firme, ma senza aver mai ricevuto risposte. Per non parlare – aggiunge Giordano – delle case popolari, assegnate senza impianti di riscaldamento, con impianti elettrici non a norma e finestre che cadono a pezzi».

L’elenco prosegue con la chiusura dei servizi: la stazione dei carabinieri, il medico del quartiere e l’ufficio postale, la riduzione di un servizio essenziale come quello dei pullman, «che passano in settimana ogni 3 ore, la domenica solamente 2 volte al giorno, cittadini chiusi in casa senza possibilità di raggiungere la città, decine di studenti che quotidianamente arrivano nella stazione ma devono attendere qualche ora per raggiungere Ozieri poiché non vi sono coincidenze o sono destinati a chiedere un passaggio per arrivare a casa dopo pesanti ore di studio e lavoro». Quest’ultimo problema è in capo alla Regione, che «ancora non ha dato risposte mentre nessuno interviene». I cittadini si lamentano: è inutile ripopolare il quartiere senza avere servizi. Non ci sono collegamenti, le strade non sono percorribili, i cittadini sono costretti ogni mese a cambiare le gomme e ad effettuare manutenzioni ormai non più sostenibili. «Quando avranno risposte – conclude Giordano –? Tutti si sono stancati di lottare inutilmente».

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