La Nuova Sardegna

Sassari

SORSO

Bimba risucchiata nella piscina a Sorso, condannato il gestore del Water Paradise

di Nadia Cossu
Bimba risucchiata nella piscina a Sorso, condannato il gestore del Water Paradise

Vittima dell’incidente del 2009 una bimba di 10 anni di Ozieri. Il responsabile della struttura dovrà pagare 4500 euro tra multa e provvisionale

24 marzo 2016
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SASSARI. Era stata come risucchiata all’interno della piscina, sparita all’improvviso dalla superficie dell’acqua mentre si divertiva insieme ad altri amici. Attimi di terrore che a distanza di sette anni sono ancora vivi nel ricordo della bambina di Ozieri che oggi è un’adolescente.

Ieri il giudice di pace – competente per il reato di lesioni personali colpose – ha condannato l’allora gestore del parco acquatico di Sorso “Water Paradise” al pagamento di una multa di duemila euro, di una provvisionale di 2500 euro e delle spese di costituzione di parte civile di 2160 euro. Un “riconoscimento” giudiziario alla persona offesa – assistita dagli avvocati Marco Palmieri e Irene Bianco – che arriva in seguito all’indagine partita all’indomani dell’incidente. Secondo l’accusa, Giorgio Bagella (difeso dall’avvocato Paolo Fresu) sarebbe responsabile di quanto accadde il 27 luglio del 2009 «in qualità di amministratore della Water Paradise snc che gestiva l’omonimo parco acquatico, per colpa consistente nel non aver rispettato le norme speciali di sicurezza dettate in materia di gestione degli impianti di piscina, consentendo l’uso della piscina benché sprovvista della griglia a protezione del pozzetto di scarico e lasciando pertanto scoperto sul fondo un foro di diametro superiore agli 8 millimetri regolamentari. E per aver consentito l’effettuazione, nonostante la presenza in acqua di bagnanti, di operazioni di ricircolo dell’acqua, mettendo in funzione l’impianto di filtrazione dell’acqua con aspirazione dal pozzetto di fondo, privo di sistema di interruzione di sicurezza, anziché servirsi del sistema di tracimazione nei canali di sfioro perimetrali». A causa di questa condotta la bambina (che all’epoca aveva 10 anni) riportò una «sindrome da annegamento con broncopolmonite e prosi laterale destra, trauma toracico dorsale con ematoma da suzione».

L’episodio si verificò nel pomeriggio, la piccola giocava nella piscina idromassaggio, un vascone circolare scelto come punto relax, dove la gente si poggia ai bocchettoni che sparano acqua e si lascia andare a un «bombardamento» salutare. Lei era andata sotto, aveva fatto le capriole, due, tre volte. I genitori erano a breve distanza e la bagnina vigilava attentamente. A un certo punto la bambina non riemerge, era rimasta incollata al fondo, immobile sotto un metro e mezzo d’acqua. Attimi di grande paura, erano scattati i soccorsi e la piccola era stata recuperata e portata all’esterno della vasca, poggiata per terra e salvata dalla bagnina che le aveva praticato il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca.

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