La Nuova Sardegna

Sassari

Linea con Livorno «per rendere il porto più competitivo»

di Gavino Masia
Linea con Livorno «per rendere il porto più competitivo»

Documento votato in consiglio comunale all’unanimità L’assessore Zirulia: «La Regione si attivi con la Tirrenia»

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PORTO TORRES. Per cercare di sviluppare le attività portuali all’interno dello scalo marittimo – considerato da sempre un volano importante per l’economia del territorio – l’amministrazione comunale ha posto tra gli obiettivi il collegamento navale tra Porto Torres e Livorno per agevolare le imprese del territorio. Una riattivazione dopo tanti anni della linea con il porto toscano mediante la Cin Tirrenia, insomma, compagnia che usufruisce di finanziamenti statali. La richiesta è stata portata all’attenzione dell’ultimo consiglio comunale dall’assessore ai Trasporti, Marcello Zirulia, poi approvata all’unanimità dall’assemblea civica, ma sull’argomento della portualità si è sviluppato un dibattito propositivo grazie anche al contributo dei consiglieri di opposizione. «Ringrazio il consiglio comunale per aver colto il senso di quest’atto – ha detto Zirulia – con cui chiederemo alla Regione e al governo di attivarsi per modificare la convenzione con Tirrenia e introdurre il collegamento marittimo misto giornaliero, merci e passeggeri, con Livorno: l’avvio di una tratta con la Toscana garantirebbe infatti un servizio a tanti cittadini e operatori del nostro territorio, considerando che Porto Torres è lo scalo di riferimento di un bacino di circa 320mila abitanti, cioè il 20% della popolazione della Sardegna».

Allo stato attuale quattro navi collegano Livorno con Olbia e Golfo Aranci, trasportando anche quantitativi di merci destinati all'area vasta di Sassari, e una linea che collega lo scalo toscano con il porto turritano potrebbe consentire di intercettare il flusso degli operatori del nord ovest Sardegna, costretti a imbarcarsi ad Olbia invece che a Porto Torres. «E’ necessario fare anche uno sforzo per sapere quale è il ruolo di questo porto in prospettiva dei suoi traffici con il nord Europa – ha sottolineato Luciano Mura –, ragionando in termini di sviluppo complessivo e aprendo da subito un confronto serio con tutto il territorio. E’ poi importante conoscere la gestione delle aree industriali dopo la bonifica, visto che Eni continua a cederle a chi vuole, alla stregua di un’agenzia immobiliare, e organizzare la logistica portuale».

L’attivazione della nuova linea marittima, secondo il documento inviato alla Regione, porterebbe un notevole risparmio di costi alla imprese e per la comunità ci sarebbe un risparmio in termini di sostenibilità. Questo perchè il movimento dei mezzi sulle strade sarebbe minore e si abbatterebbero i rischi d’incidente, l’usura delle arterie stradali e fino a cinque volte le quantità di emissioni di anidride carbonica. «Il rilancio del porto passa obbligatoriamente attraverso una chiara strategia di caratterizzazione delle aree portuali – ha detto Alessandro Carta – e non basta, purtroppo, provare a chiedere la rotta per Livorno per risollevare la situazione: la Regione ha ripreso l'iter sulle zone franche portuali, discorso che interessa anche Porto Torres, e questa è una chiara possibilità di sviluppo sulla quale l'amministrazione deve mostrare massima attenzione».

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