Pattada, sul giudice di pace opposizione scatenata
Secondo il gruppo di minoranza il sindaco tace sulla soppressione dell’ufficio L’ex primo cittadino Deiosso: vanno presentate le linee programmatiche
PATTADA. I consiglieri comunali di minoranza del gruppo “Pattada democratica” continuano a portare avanti una dura opposizione all’operato della giunta municipale guidata dal sindaco Angelo Sini.
Questa volta le interpellanze dirette al sindaco riguardano il destino dell’ufficio del giudice di pace e la presentazione, non ancora effettuata, delle linee programmatiche dell’amministrazione. Nulla sfugge all’ex sindaco Mario Deiosso che chiede delucidazioni su tutto il lavoro dell’amministrazione insediatasi quasi un anno fa. «Lo scorso 30 settembre – spiega l’opposizione nell’interpellanza – il sindaco doveva darci delucidazioni in merito la situazione dell’ufficio del giudice di pace. Dopo oltre sei mesi dal rinvio delle spiegazioni, per approfondimenti da parte dell’amministrazione, crediamo sia giunto il momento di chiarire quale sia l’intendimento degli amministratori in merito all’ufficio in questione. Troppe voci circolano nel paese, e negli uffici comunali, che non fanno presagire niente di buono prevedendone una chiusura».
La chiusura dell’ufficio giudiziario si evitò nel 2014, quando i paesi di Pattada, Buddusò, Alà dei Sardi e Padru si unirono in un accordo. Il servizio fu salvo, ma oggi il problema è riemerso, causa i continui tagli da parte del governo.
L’opposizione chiede inoltre di conoscere in modo più dettagliato l’andamento dell’ufficio. «Conoscere il numero di pratiche evase, i costi e i benefici del servizio può consentire una valutazione più approfondita della sua utilità nel territorio» hanno commentato i consiglieri di opposizione.
La seconda interpellanza presentata riguarda invece la presentazione, da parte del sindaco e della sua giunta, delle linee programmatiche, che contengono azioni e progetti da realizzare nel corso del mandato. Questa prassi dovrebbe essere rispettata, come dice lo statuto comunale, entro tre mesi dalla prima seduta del consiglio. «Ci chiediamo – spiegano – se oltre alla tanto sbandierata trasparenza questa amministrazione voglia dotarsi di un pur minimo programma di governo serio e reale che affronti i problemi del nostro paese». E terminano: «Dobbiamo poi ricordare gli altri ritardi di questa amministrazione. Si tratta di quelli relativi alla presentazione di altrettanti importanti documenti quali il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo. I ritardi nei lavori, che siano essi di prassi e no, non giovano all’amministrazione del nostro paese».
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