Mense scolastiche a Sassari, genitori morosi per un milione
Il 92 per cento delle famiglie non paga da anni. Il Comune: "Pronti a piani di rientro, non costringeteci a sospendere il servizio"
SASSARI. Cinquemila bambini che, tra scuole dell’infanzia e primarie, ogni giorno per cinque giorni a settimana, mangiano a scuola. Versando (tranne 272 esenzioni) dai 50 centesimi a 5 euro a pasto. Raramente ad essere sinceri, visto che secondo il minuzioso quanto preoccupato studio sulla regolarità dei pagamenti del servizio di mensa fatto dal Settore Politiche educative del Comune risulta che, per il trienno 2014-2016, il 92,4 per cento delle famiglie che usufruiscono del servizio (cioè 3.294), sono parzialmente morose. E 488 famiglie non pagano proprio un euro. Risultato: un buco clamoroso per le casse comunali, che si aggira sui 900mila euro e che l’amministrazione tenta ora di recuperare.
Scartata, almeno per ora, la linea dura (sospensione del servizio per i morosi) il settore di via Venezia ha avviato un piano di recupero delle situazioni debitorie degli anni scorsi e del corrente anno scolastico, e ha iniziato una decisa opera di moral suasion, accompagnata dalla spedizione meno suadente di un avviso per posta raccomandate e l’invio un sms sul numero di cellulare indicato dalle famiglie nella domanda di iscrizione.
«Vogliamo continuare a garantire la continuità del servizio di ristorazione per tutte le bambine e i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e le primarie con il tempo pieno. Per questo, chiediamo alle famiglie che devono ancora mettersi in regola con i pagamenti di farlo al più presto», spiega l’assessore alle Politiche giovanili, educative e sport del Comune Maria Vittoria Casu.
Parole chiare che cercano di porre fine a un malvezzo davvero troppo generalizzato per poterlo imputare semplicemente alla crisi economica o alle difficoltà, note e sacrosante, delle famiglie. che no devono però mettere in discussione un servizio fodamentale come quello della ristorazione scolastica, nata con la finalità primaria di agevolare la frequenza nella scuola dell’obbligo e lo svolgimento delle attività didattiche anche nell’orario pomeridiano. Un servizio che ogni giorno consente di servire circa 5mila pasti, distribuiti su cinque circoli didattici e sei istituti comprensivi per un totale di 46 plessi. In otto mesi di servizio, da ottobre a maggio, sui tavoli delle mense arrivano 800mila portate. Una cifra elevatissima che al Comune costa quasi 4 milioni all’anno, compartecipati per circa un terzo dalle famiglie.
«In un momento in cui le casse degli enti locali soffrono per mancanza di liquidità - afferma il sindaco Nicola Sanna - è importante richiamare l’attenzione delle famiglie sassaresi su questa situazione. Si tratta di una compartecipazione prevista per legge, e chi usufruisce del servizio non può sentirsi esentato pur avendo un reddito sufficiente. Non stiamo parlando, perciò, di famiglie in difficoltà economica ma di famiglie distratte che hanno scordato di saldare il loro impegno. I mancati pagamenti creano un problema di bilancio generale che potrebbe tradursi o in una riduzione del servizio o in un aumento delle tariffe».
«È urgente fare un piano di rientro - afferma Maria Vittoria Casu - perché ne va della continuità del servizio mensa. Le famiglie possono prendere contatto con i nostri uffici per definire le modalità di pagamento». Ampia disponibilità da parte dell’amministrazione comunale quindi, perché, prima di tutto, e fin quando sarà possibile, si vuole mantenere questo importante servizio.
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