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Sassari

Social housing a Sassari, ecco come salvare la palestra Coni

di Luigi Soriga
Social housing a Sassari, ecco come salvare la palestra Coni

Il sindaco Sanna illustra il progetto: riqualificazione urbana in via Coradduzza, locali ristrutturati e residenze nell’area dismessa Abbanoa

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SASSARI. La palestra di via Coradduzza non è ancora un rudere con il destino segnato. C’è ancora chi pensa in grande: per esempio il Comune, che vorrebbe inserire la struttura all’interno di un progetto di social housing. E anche il Coni, che lungi dal volersene disfare o lasciarlo cadere a pezzi, è ancora convinto di poter ricavare qualche soldino da questo immobile malconcio ma sempre appetibile.

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L’idea del sindaco Nicola Sanna è questa: acquisire l’area di oltre un ettaro che attualmente è in comodato d’uso ad Abbanoa e che si trova proprio di fronte alla palestra, separata da via Coradduzza. «Si tratta di un impianto di potabilizzazione in disuso da parecchio tempo e non credo verrà mai riattivato. Infatti trattava l’acqua proveniente dal bacino del Bunnari. Quindi il gestore idrico non sa più che farsene e quei terreni potrebbero rientrare in possesso dell’amministrazione».

Il Comune li utilizzerebbe come capitale immobile da inserire all’interno del progetto di housing sociale, per la costruzione di una serie di abitazioni da affittare a canone concordato. I beneficiari potrebbero essere quella fascia di cittadini in difficoltà economica, come i precari, o i pensionati, o i mariti separati, che non possono accedere a un mutuo bancario ma che allo stesso tempo non hanno i titoli per entrare nelle graduatorie per le case popolari. Per loro si parlerebbe di un affitto che va dai 300 ai 500 euro mensili. Dal momento che il social housing sociale prevedere anche una fase di riqualificazione urbana, a quel punto potrebbe entrare nella partita anche il Coni.

«Ho avuto già tre incontri con il presidente di Coni Servizi Miglietta – dice Nicola Sanna – e stiamo verificando insieme la fattibilità dell’operazione. Dietro c’è anche l’Agenzia del Demanio, che tiene sotto controllo tutte le attività di dismissione e valorizzazione dei beni di Coni Servizi. Questo progetto, dai riscontri che ho potuto avere personalmente, ha riscosso grande interesse». Il Coni potrebbe parteciparvi ponendo sul piatto della bilancia la palestra Peru. Un capitale da 800mila euro, (questo il valore catastale attribuito al bene), che l’ente sportivo incamererebbe negli anni successivi intascando una parte dei canoni per i locali dati in affitto alle varie società di basket, volley, judo, sollevamento pesi, scherma e tutti le altre attività che l’edificio di via Coradduzza potrebbe ospitare. «Naturalmente per concretizzare l’intera operazione avrà un ruolo determinante la Regione, con la sua cassa depositi e prestiti. A lei spetta la valutazione e la finanziabilità del progetto. Si tratta di una zona strategica della città, ricchissima di storia, la vera e propria culla dello sport sassarese. Comprende anche l’ex Acquedotto. Credo che da parte del pubblico ci sia tutto l’interesse nell’investire per una riqualificazione urbana di simili proporzioni». È importante però un altro passaggio: una sorta di ricognizione di mercato, per capire quante società sportive possano essere realmente interessate a prendere in affitto gli spazi di questa sorta di cittadella sportiva. «Il Coni si è già mosso in questo senso, in quanto non ha mai abbandonato l’idea di ristrutturare la palestra e di rimetterla in attività. Certo, i costi sono notevoli, perché tanti anni di decadimento hanno compromesso impianti e strutture. Si parla di 800mila euro per renderla funzionale. Ma potrebbe valerne la pena».

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