La Nuova Sardegna

Sassari

Colpa medica, tempi lunghi per chiedere i danni

La svolta è stata impressa da una recente sentenza della Cassazione

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Gentile avvocato Bassu, mi rivolgo a lei perché il mio problema non è di facile soluzione. Mi spiego meglio: alcuni anni or sono un mio congiunto è deceduto a causa di una malattia causata da una trasfusione di sangue. Quando ho saputo la vera causa del decesso ho cominciato a pensare di richiedere un risarcimento ma mi è stato detto che ormai era prescritto tutto. Mi rivolgo a lei per sapere se questa informazione è corretta e, in caso contrario, cosa posso fare ancora.

Il termine entro cui si prescrive il diritto al risarcimento del danno inizia a decorrere dal momento in cui ci si accorge del danno stesso. In tal modo ha avuto modo di pronunciarsi recentemente la Corte di Cassazione con una sentenza che rappresenta una grande svolta verso coloro i quali chiedono il risarcimento per danni biologici e morali conseguenti a lesioni da trasfusioni di sangue. Il malato, o un suo parente, ha quindi dieci anni di tempo per chiedere il risarcimento del danno dal giorno in cui viene a scoprire il pregiudizio subito.

Alcune malattie infettive, infatti, hanno tempi di incubazione molto lunghi ed in base a quest’ultima sentenza, il momento utile per far decorrere il termine di prescrizione è la scoperta dell’infezione. Nella vicenda arrivata al vaglio della Suprema Corte, la richiesta di risarcimento era stata presentata ad una notevole distanza di tempo e i gradi precedenti del giudizio l’avevano respinta, affermandone la prescrizione del diritto fatto valere.

La Corte di Cassazione, attenta ai diritti del malato e alle relazioni familiari, ha avuto modo di precisare che i figli erano venuti a conoscenza della malattia solo dopo la morte della loro madre infettata dalla trasfusione di sangue del marito deceduto molti anni prima e dunque non era possibile per gli stessi eredi ricorrere in giudizio prima di quella data.

Dunque il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno di chi ha contratto per contagio una malattia scatta nel momento in cui l’infezione viene riconosciuta come conseguenza del comportamento doloso o colposo di un terzo.

Avvocato Giuseppe Bassu

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