L’abuso edilizio non esiste ma dopo 25 anni arriva la sanzione
Sono proprietario da 25 anni di un appartamento posto in una palazzina che ne contiene altri quattro. Il progetto a suo tempo approvato dal Comune omette la presenza di una porta finestra comunicante...
Sono proprietario da 25 anni di un appartamento posto in una palazzina che ne contiene altri quattro. Il progetto a suo tempo approvato dal Comune omette la presenza di una porta finestra comunicante con una camera da letto. All’ufficio catastale di Sassari, invece, la planimetria registrata da altro tecnico nel 1985 è conforme alla costruzione. Sono in trattative con potenziali acquirenti del mio appartamento, ma nei vari passaggi informativi hanno scoperto questa discordanza fra Comune e Catasto, a me sconosciuta. Adesso per sanare questo “abuso” dovrò sostenere la spesa di 2.952 euro. È possibile che sia solo io a dover subire questa ingiustizia quasi a significare che l’abuso l’abbia commesso io e non rilevato neanche dal notaio che ha redatto il mio rogito, il progettista e direttore dei lavori, o altri che seguirono successivamente? So che la prescrizione impedisce di colpire alcuni di questi disonesti, ma mi chiedo se sia così anche per il recupero delle spese.
Gentile Signore, non è solo Lei a subire ingiustizie create dalla mancanza di connessione tra Comune e Catasto. Solo da pochi anni con le norme sull'allineamento si rilevano macroscopiche discordanze che il cittadino senza colpa alcuna è obbligato a sue spese a sanare facendo corrispondere la situazione di fatto dell’immobile con la planimetria ufficialmente depositata in Catasto.(Ufficio studi del Consiglio notarile)
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