Donne in povertà, i Comuni si uniscono
Sassari, Porto Torres e Alghero presentano un piano da oltre 3 milioni per il mutuo aiuto nei quartieri più svantaggiati
SASSARI. Laboratorio urbano, rete di mutuo aiuto, case delle capacità. Sono le parole d’ordine scelte da Sassari, Alghero e Porto Torres per portare avanti le loro "Urban innovative actions", la lotta alla povertà urbana, attraverso progetti innovativi e mai sperimentati prima. Un programma finanziato dal fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) con quasi 400milioni di cui 80 dedicati a sostenere azioni innovative nel campo dello sviluppo urbano sostenibile, dirette a identificare e sperimentare nuove soluzioni di rilevanza comunitaria, con particolare attenzione ai quartieri urbani degradati e in generale al tema della povertà urbana.
La nostra parte. Nei giorni scorsi la giunta guidata dal sindaco di Sassari Nicola Sanna ha deliberato di partecipare al bando con il progetto "W-Dop - We do our part", in italiano “noi facciamo la nostra parte”, che affronta la tematica della povertà urbana, con un'attenzione particolare alle aree urbane degradate, e ha come target di riferimento le donne e il loro isolamento nel mercato del lavoro.
Tutti uniti. La scelta è ha visto convergere tre amministrazioni comunali, Sassari capofila, Alghero e Porto Torres che hanno creato una partnership con il coinvolgimento di altri partner come l’università di Sassari, il Dadu e FabLab dell’Incubatore di Impresa, l’istituto superiore Mario Boella di Torino, le urbaniste terribili di Tamalacà, la società cooperativa Primo Principio e Fpa Studio. Tutti a cercare di elaborare una strategia comune riguardo alla necessità di offire una opportunità delle donne che sperimentano una grave e radicata condizione di povertà ed emarginazione. Sono stati così identificati gli ambiti territoriali dove intervenire.
I tre quartieri. A Sassari si è puntato sul quartiere di Latte Dolce-Santa Maria di Pisa, ad Alghero su quello della Pedraia e a Porto Torres sul Villaggio Satellite.
«L’idea condivisa - afferma il sindaco Nicola Sanna - è quella di creare un vero e proprio laboratorio urbano che, attraverso una rete di mutuo aiuto tra i soggetti coinvolti e la creazione di un canale anche produttivo con le imprese del comparto agroalimentare della Nurra, consenta alle donne "svantaggiate" e in difficoltà di emanciparsi economicamente».
Le case delle capacità. Si punta alla realizzazione di una rete di “case delle capacità”, piccole strutture amovibili e sostenibili, da localizzare all’interno dei quartieri disagiati, dove le donne possono riversare una quota parte delle mansioni che attualmente svolgono tra le mura domestiche e, attraverso lo strumento del mutuo-aiuto, liberare una parte del loro tempo da dedicare allo svolgimento di un lavoro produttivo che sia al contempo occasione per la costruzione di nuove competenze e nuove conoscenze spendibili nel mercato del lavoro.
Il progetto triennale. Il progetto di laboratorio urbano avrà la durata di tre anni e le amministrazioni hanno quantificato la loro proposta in quasi tre milioni e mezzo di euro, di cui l’80 per cento a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale. La quota di cofinanziamento del 20 per cento del progetto, se questo dovesse trovare il via libera dall’Ue, sarà a carico delle amministrazioni comunali e sarà costituita da costi di staff, amministrazione e utilizzo delle risorse umane interne all’ente, quindi non inciderà sul bilancio in corso.
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