Emergenza lavoro, serve un fronte comune
In consiglio comunale le emergenze del territorio e l’analisi delle risorse di una realtà dimenticata
PORTO TORRES. L’emergenza lavoro è approdata ieri mattina in consiglio comunale con un ordine del giorno sulla crisi occupazionale, presentato dai capigruppo consiliari, poi votato a maggioranza. Un dibattito per unire le forze e cercare di scacciare, con l’aiuto anche degli amministratori dell’area vasta, una crisi economica che sta sconvolgendo il territorio nonostante esistano risorse importanti da valorizzare proprio nella realtà turritana.
«Abbiamo assistito per l'ennesima volta ad una chiara apertura da parte delle minoranze – ha detto Alessandro Carta (primo firmatario) – per una collaborazione concreta sull’affrontare l'emergenza occupazione: credo che su un tema fondamentale come questo si debbano mettere da parte le contrapposizioni politiche e si debba creare un fronte comune». Per Costantino Ligas, Porto Torres rimane ancora una sede importante per tutto il territorio: «Abbiamo necessità di essere aiutati perché da soli non ce la facciamo, e per evitare di affondare dobbiamo invitare tutti i sindaci dell’area vasta in questa sala».
Antonello Muceli invita tutti a «svestirsi della propria casacca e andare uniti alla ricerca della soluzione dei problemi», mentre Gavino Bigella ricorda di aver «ereditato un isolamento politico, visibile quotidianamente, ma su questi temi si va uniti alla ricerca del lavoro». Per Davide Tellini è necessario che «il Comune inizi a dialogare col territorio, senza isolarsi, per poi muoversi unitariamente senza però organizzare iniziative estemporanee».
Secondo Luciano Mura, la proposta sul lavoro non deve diventare una mera azione di protesta: «Abbiamo necessità di avere un progetto comune e condiviso del territorio, attivando strumenti di confronto e riprendendo ragionamenti che ci portino a costruire una programmazione reale e un modello di sviluppo». Pure Paola Conticelli ritiene fondamentale «una pianificazione territoriale che crei opportunità lavorative nel breve e lungo periodo». Il sindaco Sean Wheeler ha invece elencato i problemi che, pur denunciati davanti a Regione e Port Authority, non sembrano trovare soluzione: «Non c’è ancora un Piano regolatore del porto, l’incompiuta del terminal crociere costa più demolirla che portarla avanti e chiunque voglia venire ad investire sui terreni Eni deve fare prima la caratterizzazione». Un grido d’aiuto dunque e per cercare le soluzioni l’opposizione ha teso la mano alla maggioranza. (g.m.)
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