«Basta teorie e illusioni, così non si esce dall’emergenza»
I segretari regionali Michele Carrus, Oriana Putzolu e Francesca Ticca chiedono interventi urgenti per il lavoro
SASSARI. Di fronte a una crisi strisciante che fiacca le ultime risorse di un territorio ormai stremato, il sindacato chiama i lavoratori alla mobilitazione generale e proclama uno sciopero regionale per rispondere all'immobilismo della politica.
Non usano certo mezzi termini i segretari regionali Michele Carrus (Cgil), Oriana Putzolu (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) intervenuti ieri, a Sassari, in occasione dell'affollata assemblea dei quadri e delegati promossa dal sindacato confederale sardo nella sala convegni dell'hotel Grazia Deledda.
Dalla chimica ai trasporti, dalla scuola alla sanità dagli enti locali all'industria, l'imperativo categorico è quello di invertire subito la rotta per arrestare la marcia inesorabile che porta dritti verso il baratro.
Il sindacato sardo chiede alla Regione non solo provvedimenti urgenti, ma soprattutto un'idea di sviluppo che finora è mancata, iniziative importanti che tengano conto delle condizioni di insularità di una regione altrimenti destinata alla crisi perenne.
Durissimo, a questo riguardo, il giudizio di Oriana Putzolu, segretario generale della Cisl sarda: «La Giunta regionale pensa di guidare l'uscita dall’emergenza indicando teorici obiettivi futuri e dimenticando la gestione dei problemi d’oggi, lavoro per i licenziati senza prospettive future, occupazione per i giovani, creazione di opportunità lavorative, avvio di opere infrastrutturali. Il presidente Francesco Pigliaru si illude per qualche piccolo miglioramento registrato nei dati Istat sull’occupazione, frutto di un mercato del lavoro dopato da alcuni incentivi governativi».
Sulla stessa frequenza è sintonizzata Francesca Ticca della Uil che non lesina certo le critiche nei confronti della Regione: «Non riusciamo davvero a comprendere quale idea di sviluppo abbia la giunta guidata da Francesco Pigliaru e ci chiediamo con sorpresa quale sia la strategia adottata per varare politiche del lavoro che garantiscano al sistema economico dell’isola di ripartire quanto prima, di fronte a questo immobilismo al sindacato non resta altro da fare che tornare alla funzione primaria della mobilitazione dei lavoratori».
Dal canto suo, Michele Carrus, della Cgil, parla a chiare lettere di condizioni estremamente gravi determinate da una crisi senza precedenti che non accenna ad arretrare e che tende a colpire soprattutto le economie deboli come quella sarda.
Sulla questione dei trasporti, legata alla recente vertenza avviata nel Sassarese dopo l'annuncio di Ryan Air di abbandonare lo scalo di Alghero, Carrus ritiene che il monopolio instaurato dal vettore sia l'ennesima riprova della debolezza del sistema isolano.
«La Regione – ha concluso il segretario della Cgil sarda – deve dare priorità alle questioni vitali per l'isola, soprattutto energia e trasporti, non è pensabile limitarsi a dare semplici indicazioni di prospettiva, occorre, invece, affrontare la transizione e soprattutto bisogna farlo per tempo evitando il peggio».
Lo sciopero generale, proclamato per il 26 maggio, sarà preceduto da una serie di incontri che a partire da oggi saranno promossi a tutti i livelli, sia nei posti di lavori che nei comuni, non solo per avere il polso sella situazione direttamente dalla viva voce dei lavoratori, ma anche per garantire la più ampia adesione alla protesta.
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