La Nuova Sardegna

Sassari

Il 26 maggio sarà sciopero generale

di Pinuccio Saba
Il 26 maggio sarà sciopero generale

Gli stati generali di Cgil, Cisl e Uil decidono una giornata di protesta dell’intero territorio contro la crisi economica

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Lo stato d’animo del sindacato è tutto in quello slogan “Ora basta!” che campeggiava sulla locandina che annunciava l’assemblea dei quadri e dei delegati provinciali di Cgil, Cisl e Ull. Assemblea alla quale hanno partecipato i segretari regionali delle tre organizzazioni sindacali Michele Carrus, Oriana Putzlolu e Francesca Ticca e che si è conclusa con la proclamazione dello sciopero generale fissato, provvisoriamente, per il 26 maggio.

Una decisione frutto di un’attenta analisi della situazione che sta vivendo l’isola e la provincia di Sassari in particolare. «In Sardegna la situazione ha superato i limiti di guardia, anche se chi ha responsabilità di governo sembra non accorgersi di ciò che accade o fa finta di nulla – ha sottolineato a nome anche delle altre organizzazioni sindacali il segretario provinciale della Cisl Gavino Carta nella sua relazione introduttiva –. La disoccupazione, quella statisticabile viaggia intorno al 17 per ma, come sappiamo, se uniamo il fenomeno dello scoraggiamento stiamo abbondantemente sopra il 20 per , il livello delle infrastrutture per lo sviluppo e poi stabilmente al di sotto del 50 per cento dell’indice medio fatto 100 delle infrastrutture nazionali, in particolare la ferrovia che ha uno sviluppo di percorso (su binario singolo) di circa un terzo rispetto alla Calabria e alla Sicilia che non rappresentano certo la media del paese, per non parlare dei porti e degli aeroporti, in forte sofferenza ed alla ribalta della cronaca questi ultimi in questi giorni. Ma dove guardano – ha aggiunto – i nostri governanti. Un esempio: a Porto Torres, su 22 mila abitanti, oltre settemila sono assistiti dai servizi sociali. E Porto Torres è solo un esempio».

Una situazione economica e produttiva che è una lunga fila di croci: dall’industria alla sanità, dall’agricoltura alla pubblica amministrazione, al commercio. Il tutto nell’assoluta indifferenza della classe politica che sembra non accorgersi della gravità della crisi che ha investito l’isola e che non accenna a diradarsi. «Da due anni le organizzazioni sindacali chiedono alla Regione di convocare i tavoli della cabina di regia su chimica verde ed energia – ha poi aggiunto Gavino Carta –: una cabina di regia che l’accordo sottoscritto con il governo assegnava alla presidenza della giunta regionale. Ebbene, sono passati due anni e non abbiano avuto alcuna risposta anche se sono progetti basati sulla ricerca e sulla possibilità di sviluppo. Eppure ci sono quasi due miliardi di investimenti sulla chimica verde e a Fiume Santo (risorse annunciate) per progetti che potrebbero far ripartire l’economia del territorio e che sembrano non interessare affatto i nostri governanti.Oggi quegli investimenti si sono fermati e sono in forte pregiudizio per il futuro e i lavoratori sono tutti usciti dai cantieri di costruzione e continua l’emorragia di posti di lavoro».

Non poteva mancare, infine, un accenno all’aeroporto di Alghero che con le strutture portuali rappresenta la porta di accesso ma anche di spedizione, di uomini e merci. «L’assessore di turno ha avuto anche l’ardire di affermare che non si può continuare a gestire in perdita per 7 anni di fila la società aeroportuale (Sogeal), ma non è la Regione che detiene la proprietà quasi esclusiva delle quote? Il management ha sbagliato? E allora che venga sostituito, ma non possono essere i lavoratori e i cittadini sardi più in generale a pagare per i loro errori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative