Morte del poeta Casu, 2 indagati
A dicembre è stata archiviata la posizione di tre medici, ora ci sarà un secondo incidente probatorio
SASSARI. Lo scorso dicembre il giudice per le indagini preliminari aveva archiviato la posizione di tre medici, accogliendo la richiesta arrivata dalla stessa Procura. Nel provvedimento di archiviazione il gip aveva però segnalato la necessità di approfondire quel che accadde nel pomeriggio del 16 febbraio 2013 dalle 15 alle 18, periodo in cui nel reparto di Medicina generale delle cliniche San Pietro i dottori Giampaolo Vidili e Pierluigi Meloni ebbero in cura il paziente di 63 anni Francesco Casu.
Per questo il pubblico ministero Gianni Caria ha chiesto un altro incidente probatorio per capire se i due medici di fronte al sopraggiunto infarto al miocardio si comportarono secondo regole e protocolli prima di disporre il trasferimento di Casu in Terapia intensiva cardiologica. Il giudice Spanu ha nominato il professor Antonio Osculati, dell’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia che, attraverso l’apporto dei consulenti nominati dalle parti, dovrà stabilire se il comportamento tenuto dai due nuovi indagati fu corretto o meno e se la loro condotta possa aver avuto una qualche conseguenza sulla morte di Casu, che avvenne 20 giorni dopo. Il gip, in sostanza, avrebbe rilevato l’esistenza di «indizi del reato di omicidio colposo nei confronti del personale sanitario che ebbe in cura Casu tra le 15 e le 18, periodo in cui «i segni dell’ infarto iniziavano a manifestarsi» e ha ritenuto necessario «valutare se questi sintomi siano stati sottovalutati o addirittura ignorati, con ciò ritardando la possibilità di un celere intervento potenzialmente salvifico».
Il poeta Casu, conosciuto col nome d’arte di “Ettore Franco” era morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civile di Sassari il 7 marzo del 2013. I familiari, assistiti dall’avvocato Stefano Porcu, avevano presentato un esposto in Procura ritenendo che potessero esserci delle responsabilità da parte dei medici che avevano preso in cura il loro caro nel precedente ricovero alle Cliniche universitarie. Tre medici dell’Unità operativa di Medicina generale erano finiti nel registro degli indagati: Rinaldo Tedde (che nel frattempo è morto), Giovanni Casu, specializzando di 30 anni, e Giulia Meloni di 59, tutti difesi dall’avvocato Ettore Licheri. In sede di incidente probatorio era stata affidata una perizia all’ordinario di Medicina legale Ernesto D’Aloja, che ha integrato la consulenza tecnica di parte già depositata dall’avvocato Porcu. L’esame ha accertato che a causare la morte del paziente fu uno «scompenso cardiaco acuto conseguente ad infarto acuto del miocardio dovuto a un grave quadro di coronaropatia ateromasica diffusa». Ma i tre medici indagati non avevano responsabilità: Tedde e Casu perché quando l’infarto era in atto non erano in servizio e successivamente rispettarono il protocollo. Mentre la cardiologa Meloni era stata chiamata ore dopo per una consulenza cardiologica urgente e la stessa aveva disposto l’immediato trasferimento del poeta ittirese in Terapia intensiva. Quindi la sua condotta fu impeccabile.
Ora il nuovo incidente probatorio dovrà chiarire se ci siano responsabilità a carico dei due nuovi indagati o se anche in questo caso nessuna colpa possa essere addebitata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
