La Nuova Sardegna

Sassari

Il bambino ha fretta e nasce al “Segni” in barba alla riforma

di Barbara Mastino
Il bambino ha fretta e nasce al “Segni” in barba alla riforma

Il piccolo Angelo Matteo e la mamma stanno bene Si ripropone la necessità di un punto nascite in Logudoro

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OZIERI. Il piccolo Angelo Matteo non conosce la recente riforma sanitaria e soprattutto non sapeva che il punto nascite dell’ospedale di Ozieri era stato chiuso. E così ieri mattina, in barba alle scelte della politica, ha deciso di venire al mondo. E nonostante qualche momento di tensione tutto è andato per il meglio. Un lieto evento non previsto, o per lo meno non atteso a Ozieri, dove come ben si sa l’attività del punto nascite è stata sospesa dal maggio del 2013 nonostante le tante battagli fatte dai cittadini e dai rappresentanti istituzionali. Nei tre anni di chiusura, tutti i bambini del distretto sanitario di Ozieri, Logudoro e Goceano, hanno visto la luce a Sassari, Alghero, Olbia, Nuoro, dove le partorienti venivano trasferite, per tempo ma anche in urgenza, in accordo con i medici curanti. A parte un singolo caso, avvenuto nel febbraio 2014, di una bimba nata morta proprio a Ozieri (una vicenda non assimilabile alle altre), in tre anni non si sono verificati incidenti, e anche quando le partorienti giungevano al nosocomio con urgenza, le équipe si sono sempre fatte trovare pronte ad assistere ai parti anche se alla fine si era disposto il trasferimenti negli altri ospedali. La nascita dei bimbi del Logudoro e del Goceano negli altri ospedali del nord Sardegna era ormai diventata un’abitudine: sino a ieri, quando il piccolo Matteo Angelo ha deciso di voler nascere a casa sua e lo ha fatto senza intoppi, grazie alla forza della sua mamma e alla bravura di un’équipe che, anche se “fuori allenamento”, ha dimostrato di essere in grado di farsi trovare pronta davanti a un’emergenza del genere. La mamma di Matteo era giunta in ospedale accusando un malessere, ma una volta giunta nel pronto soccorso è apparso da subito chiaro che la dilatazione era già avanzata e che il piccolo non aveva nessuna intenzione di aspettare. È stato chiaro a tutti che tentare il trasferimento, con il rischio di far nascere il bimbo in ambulanza e creare complicazioni che non c’erano, sarebbe stato un errore. Ecco quindi che in tutta fretta si è allestito tutto il necessario per il parto e alle 5.25 il vagito del piccolo Matteo Angelo (ora ricoverato a a Sassari con la madre) ha risuonato nelle stanze risvegliando ricordi di un passato che, pur non essendo lontanissimo nel tempo, sembra ormai destinato a non tornare. Eppure le prospettive per la riapertura del punto nascite, almeno come sede d staccata dell’ospedale unico Alghero-Ozieri sembrano esserci: a crederci sono in tanti, a cominciare dall’assessore alla Sanità Gigi Sarobba per proseguire con le centinaia di persone che negli ultimi mesi hanno firmato una petizione volta proprio all’ottenimento della riapertura. «Come dimostra il caso di ieri – ha commentato l’assessore Sarobba – i punti nascita negli ospedali periferici sono servizi essenziali che non possono essere chiusi».

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