Le norme sulla macellazione sono confuse
OZIERI. Ancora problemi di movimentazione e macellazione, ma anche tanta confusione nell’applicazione delle norme, rimangono in Sardegna a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza della peste...
OZIERI. Ancora problemi di movimentazione e macellazione, ma anche tanta confusione nell’applicazione delle norme, rimangono in Sardegna a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza della peste suina. A denunciarlo e il consigliere regionale de La Base Gaetano Ledda, che in un’interrogazione all’assessorato alla Sanità e alla presidenza della Regione chiede che venga fatta chiarezza su quella che definisce la «conduzione arbitraria» della lotta alla peste suin. Il caso specifico segnalato da Ledda è quello delle conseguenze di un recente provvedimento emanato dalla Asl di Sassari che impedisce ai veterinari della Sanità animale il rilascio del foglio rosa fuori dalla zona di restrizione per i capi sani destinati ai macelli che invece sono situati nelle zone di restrizione. È una conseguenza del blocco della movimentazione, ma è una decisione che Ledda considera immotivata e dannosa poiché, come dice, «non è pensabile costringere al riposo forzato per sette giorni un macello che deve lavorare animali provenienti da zone non sottoposte a vincolo». I primi casi di negazione del foglio rosa si sono già verificati a Pattada e Ploaghe, mentre a Tula, come racconta lo stesso Ledda, «il veterinario responsabile che ha concesso ugualmente il foglio rosa ora rischia grosso». Ma ha ragione lui, dice Ledda, convinto che «questo immotivato blocco del bestiame oltre a creare disagi, provoca perdite economiche sia agli allevatori che ai macellatori che non possono onorare i contratti stipulati». Il consigliere de La Base chiede quindi alla presidenza e all’assessorato di imporre all’Asl l’immediato ritiro del provvedimento. (b.m.)
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