Porto turistico tra rifiuti, degrado e abbandono
Situazione incredibile dopo che l’ Ars-Marina Turritana ha lasciato la gestione Diportisti in agitazione, è stata sospesa anche l’erogazione dei servizi essenziali
PORTO TORRES. Un cumulo di buste di spazzatura in una parte del piazzale che confina con un cantiere navale, la club house desolatamente chiusa con rifiuti davanti alla porta d’ingresso e il bagno di servizio per gli utenti in condizioni precarie dal punto di vista igienico-sanitario. Istantanee che fotografano lo stato di degrado in cui versa il porto turistico abbandonato dallo scorso 31 marzo dall’associazione temporanea d’impresa Ars-Marina Turritana, con comunicazione - attraverso un avviso ai diportisti - che hanno un contratto di ormeggio e servizi vari all’interno degli stessi pontili.
«La nostra società restituirà le somme già pagate e gli ormeggi contrattualizzati oltre il 31 marzo – c’è scritto nell’avviso ai naviganti firmato dal rappresentante legale dell’associazione, Michele Fanelli – e reclamerà gli importi dovuti per le imbarcazioni ormeggiate che non avevano ancora rinnovato il contratto d’ormeggio».
Dal mese scorso è stata interrotta anche l’erogazione dei servizi contrattualmente previsti: acqua, energia elettrica, illuminazione, guardiania, pulizia delle aree, segreteria, ormeggio, collegamento wi-fi e altre cose previste nel contratto di ormeggio a favore dei diportisti che avevano scelto gli ormeggi del porto turistico. «Da circa un mese manca l’acqua – lamenta un diportista –, quindi è impossibile fare approvvigionamento per scorta o lavarsi, e da più di una settimana è completamente staccata l’energia elettrica: un porto abbandonato a se stesso, insomma, con l’aggravante che non possiamo neanche utilizzare i precedenti riferimenti societari per cercare di migliorare le cose».
Ancora più male è andata al proprietario di una barca tedesca che aveva scelto questi pontili per fare dei lavori alla sua imbarcazione: ha iniziato quando c’era ancora l’energia elettrica, poi hanno staccato la corrente ed è rimasto in braghe di tela rinunciando suo malgrado al progetto.
Una situazione senza via d’uscita per i diportisti che sono ancora ormeggiati su quei pontili, dunque, che nei giorni scorsi hanno formato pure una delegazione per andare a chiedere chiarimenti sui servizi non dati ai responsabili della sede locale dell’Autorità portuale. Alcuni di loro sono di nazionalità straniera, e vogliono capire il perché dell’interruzione di alcuni servizi essenziali soprattutto se la tua imbarcazione funzione come una casa mobile.
La restituzione delle concessioni dei pontili da parte dell’Ati è avvenuta prima della scadenza del contratto e fa seguito al pronunciamento del Tar che ha respinto il ricorso presentato da Marina Turritana per inadempienza della Port Authority.
Il Tribunale amministrativo ha rigettato il ricorso, e in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato l’Authority ne ha richiesto la restituzione immediata. Nel frattempo il comandante della Capitaneria di porto, Paolo Bianca, ha emanato un’ordinanza che vieta l’ormeggio all’interno dell’approdo turistico del porto commerciale, fatta salva la facoltà per la stessa Autorità marittima di autorizzare l’ormeggio, anche di altre unità, in casi di necessità e urgenza.
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