Sorso esce dal Gac: per il Comune troppi 500 euro all’anno
Morghen lascia il Gruppo di azione costiera tra le polemiche E intanto il presidente Sechi chiede le quote arretrate
SORSO. La quota associativa annuale di cinquecento euro «comporta un gravoso impegno economico». È con questa motivazione che la giunta comunale di Sorso, guidata dal sindaco Giuseppe Morghen, ha deliberato di uscire dal gruppo di azione costiera del nord Sardegna (Gac). Il Comune della Romangia è l’unico tra quelli costieri ad aver cancellato l’adesione all’associazione che si occupa di pesca, promozione dei territori e azioni a tutela della costa e dell’ambiente, e che nel 2015 ha riversato sul territorio un milione di euro di finanziamenti europei. Nel frattempo, dai conti dell’associazione emerge che Sorso ha un conto in sospeso da saldare. «Ci dispiace e rispettiamo la scelta di andare via, ma almeno ci paghino le quote pregresse», commenta il presidente del Gac, Benedetto Sechi.
L’associazione. Il Gac è nato nel 2013. Da Alghero a La Maddalena passando per Stintino, Porto Torres e Castelsardo: il Gac riunisce tutti i Comuni costieri a nord dell’isola più una folta serie di enti, parchi nazionali, aree marine protette e imprese private. Il Gac, costituito nel 2013, raggruppa una realtà territoriale mappata su oltre 1,2 milioni di chilometri quadrati. «Con tutta probabilità -fanno sapere dall’associazione - da quest’anno aderirà Olbia e anche Golfo Aranci». In altri termini, si tratta di un’agenzia di sviluppo locale, l’unica riconosciuta in Europa che attualmente opera nel nord dell’isola, che ha la funzione di sviluppare azioni a carattere collettivo su settori come turismo, tradizioni del mare. Tradotto: non solo pesca o itticoltura, ma valorizzazione dei territori costieri a 360 gradi.
Il recesso. Poche settimane fa, il Gac ha inviato a tutti i soci una comunicazione sulla nuova programmazione chiedendo il rinnovo dell’iscrizione. L’unico Comune che è uscito dal gruppo è quello di Sorso, con motivazioni che hanno fatto sgranare gli occhi ai vertici dell’associazione. La giunta ha chiesto il recesso per risparmiare 500 euro e perché «le attività prevalenti del Gac - si legge nella delibera di giunta numero 51 del 24 marzo 2016 - sono legate alla pesca professionale e alle marinerie di cui è privo il Comune di Sorso e che lo stesso non ha partecipato fin dal momento della sua adesione a nessuna attività e nessun finanziamento da parte del gruppo di azione».
Il debito. E se da un lato le motivazioni del Comune di Sorso hanno suscitato più di una perplessità, dall’altro c’è chi ricorda all’amministrazione della Romangia che resta un conto in sospeso da saldare. «Stiamo verificando la regolarità delle posizioni degli enti iscritti - spiega il presidente Sechi -. Sul 2014 non ho ancora i dati ma posso dire con certezza che nel 2015 Sorso non ha pagato».
Occasioni perse. Il miglior biglietto da visita del Gac è contenuto tra le pieghe dei conti dell’associazione. Infatti, al 31 dicembre 2015 sono stati riversati sul territorio 1 milione di euro di finanziamenti europei. Che rapportati ai 500 euro di quota associativa annuale rappresentano un valido motivo per far parte del gruppo. «Avevamo una scheda progetto da sviluppare a Sorso - conclude il presidente del Gac -. Si trattava di un’azione di educazione ambientale sulle tradizioni del mare da sviluppare nell’ambito dello stagno, ricchissimo di avifauna, e del ginepreto di Platamona. Avevamo a disposizione circa 8mila euro ma poi non se n’è fatto nulla: abbiamo spostato tutto su Stintino».
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