La Nuova Sardegna

Sassari

Una casa per ospitare tutte le associazioni

di Barbara Mastino
Una casa per ospitare tutte le associazioni

Il Comune ha già contattato la Provincia per chiedere lo stabile del Cantaro Nel frattempo dovrà essere fatto un nuovo censimento sull’associazionismo

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OZIERI. Un censimento delle associazioni utile a valutare le esigenze di ciascuna anche con l’obiettivo di recare una Casa dell’Associazionismo. Questa la proposta presentata nei giorni scorsi dal consigliere comunale Bruno Farina e sottoposta nei giorni scorsi al vaglio della commissione consiliare Politiche sociali e Cultura. L’idea ha avuto un nuovo stimolo dopo i recenti danneggiamenti avvenuti ai danni della ex caserma dei carabinieri che, come si sa, ospitava sino a poco tempo fa salette prove per le band musicali e altri gruppi. Dopo l’incendio subito dalla struttura - che ieri è stata ufficialmente liberata da tutte le attrezzature presenti, dopo i sigilli da parte dei vigili del fuoco – è emersa forte la necessità di trovare altri spazi per ospitare le band, ma anche le tante associazioni e i comitati che da tempo hanno fatto richiesta di una sede. Un problema che (mancando al momento fondi per la ristrutturazione della ex caserma) potrebbe essere risolto riadattando i locali della ex istituto Giuseppe Garibaldi, prima scuola elementare e poi liceo, di proprietà della Provincia e per i quali anni fa era stato stanziato un fondo da 1 milione di euro poi ridotto a 400 mila.

La commissione riunitasi nei giorni scorsi, chiamata a discutere anche della segnalazione in materia presentata da Farina nell’ultima seduta del consiglio comunale, ha quindi avviato il dialogo con il commissario straordinario della Provincia di Sassari Guido Sechi, per capire se i fondi sono ancora disponibili e se è possibile siglare una concessione per l’utilizzo dei locali da parte del Comune, ma anche dato incarico al settore Cultura e Sport di avviare un censimento delle associazioni e dei gruppi. Molti dati sono già presenti negli elenchi comunali delle associazioni sportive, culturali e di volontariato, ma occorrerà tenere conto anche dei gruppi spontanei come le band musicali o dei sodalizi nati dopo l’ultimo “inventario”. Sulla base di questi dati si potrà quindi fare la conta delle esigenze, e studiare le procedure per la creazione di una Casa dell’Associazionismo dotata di un preciso regolamento e sostenuta anche dal contributo delle associazioni stesse. «Creare al Cantaro la Casa dell’Associazionismo – spiega Farina –, oltre a consentire di realizzare uno spazio di aggregazione per i sodalizi presenti in città, consentirebbe di restituire all’uso pubblico un edificio storico ma abbandonato da anni, che ormai mostra evidenti segni di decadenza e di pericolosità ma che è anche un’emergenza igienica a causa dei tanti uccelli che entrano dalle finestre rotte, nidificano e depositano guano».

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