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Sassari

Sassari, pista ciclabile ultimata e subito demolita

di Luigi Soriga
Sassari, pista ciclabile ultimata e subito demolita

Davanti al Policlinico la ditta la mattina aveva tirato a lucido il manto, nel pomeriggio è entrato in azione il motopicco

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SASSARI. I pensionati, si sa, sono stati inventati per vegliare sui cantieri. Ma a Sassari, soprattutto quando si tratta di pista ciclabile, il grande fratello puntato sugli operai ha un’anagrafe ben più eterogenea.

Bastava farsi una passeggiata ieri pomeriggio in viale Italia, nel tratto davanti al Policlinico, per avere un’idea di quanta curiosità e interesse suscitino i lavori delle ciclabili. Anziani, giovani, uomini di mezza età, donne: tutti con il naso incollato alla recinzione a scuotere la testa con disapprovazione.

Certo, la ditta che porta avanti l’appalto ci ha messo certamente del suo. Martedì mattina ha steso il manto, l’ha tirato a lucido, l’ha levigato come un tavolo da biliardo, gli ha spruzzato sopra una tinta aggrappante color celestino, che sapeva tanto di campetto da tennis. Dopodiché nemmeno un paio d’ore dopo, è arrivata una ruspa che a colpi di motopicco ha smantellato tutto. La gente è letteralmente impazzita. Della serie: ma a che gioco si sta giocando? L’impresa si diverte a fare e disfare la pista? Nessuno riusciva a capacitarsi di questa scelta bizzarra, soprattutto alla luce dei ritardi dei vari cantieri e dei disagi che comportano per automobilisti, pedoni e commercianti. Alla fine, per svelare l’arcano, la cosa più semplice è rivolgersi direttamente a un operaio. «Perché prima avete fatto la pista e ora la state facendo a pezzetti?». La risposta è squisitamente tecnica, immediata ed esaustiva: «Perché ci è uscita male». Cose che capitano nei Lavori pubblici. Era la prima prova di stesura del manto in viale Italia, e qualcosa è andato storto. Il direttore dei lavori ha dato un’occhiata, non è rimasto entusiasta, e ha chiesto all’impresa di riposare l’opera a regola d’arte, o quantomeno rispettando i parametri del capitolato. Ed ecco perché i settanta metri di pista ciclabile davanti al Policlinico hanno avuto una vita così breve.

«Per l’amministrazione questo doppio intervento non comporterà nè un aumento dei costi e nè un allungamento dei tempi di realizzazione – precisa il sindaco Nicola Sanna – l’errore è stato commesso dall’impresa, e l’impresa si è impegnata a porvi rimedio immediatamente. Quindi non ci saranno ritardi nel cronoprogramma. Da parte dei tecnici comunali c’è un’attenzione scrupolosa nel controllare gli stati di avanzamento e la correttezza dei lavori, e anche io personalmente sto monitorando i cantieri». Proprio due giorni fa l’assessore alla Mobilità urbana Antonio Piu aveva annunciato un nuovo calendario e anche la modifica del percorso. Nel lungo itinerario per le due ruote scomparirà il tratto di viale San Pietro racchiuso tra via Matteotti e via Padre Manzella, e il segmento di via Amendola compreso fra viale Italia e viale San Pietro. In compenso la pista passerà nella parallela via Sardegna. Ed è proprio questa annunciata variazione che ha destabilizzato i tanti angeli custodi del cantiere di viale Italia. Tutti hanno pensato alla cancellazione di tratti di viale Italia, mentre la spiegazione era molto più semplice: non sempre tutte le ciambelle escono col buco.

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