La Nuova Sardegna

Sassari

Sì del Consiglio al bilancio da 274 milioni

di Vincenzo Garofalo
Sì del Consiglio al bilancio da 274 milioni

La maggioranza approva ma dure le critiche da parte di Sel: «Voto alla manovra? Appena sufficiente»

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SASSARI. Il tanto sofferto sì arriva all'ora dell'ammazzacaffè. Sono le 15 quando, ieri, dopo due giorni di discussione, decine di discorsi più o meno a tema, battibecchi, ringraziamenti, accuse e complimenti, il Consiglio comunale approva il programma triennale delle opere pubbliche e il bilancio triennale 2016-2018.

Un lasciapassare per nulla unanime, con l'opposizione sulle barricate a votare no (si sono astenuti i consiglieri di Sassari è), e la maggioranza finalmente compatta con il braccio alzato per il sì. Ma è una compattezza d'ordinanza.

La manovra finanziaria (274 milioni di euro per il 2016, 225 milioni per il 2017 e 216 milioni per il 2018), spiegata e rispiegata in tutte le salse dall'assessore al Bilancio, Alessio Marras, difesa a turno da tutta, o quasi, la maggioranza, e sigillata da un sindaco deciso, caparbio e combattivo come poche volte si è visto finora, lascia l'amaro in bocca a più di una pedina nel centrosinistra. Nelle dieci ore di discussione che si sono sviluppate in Consiglio, si percepisce una sorta d'insoddisfazione strisciante fra i banchi di chi ha i numeri per governare.

Una frustrazione latente che sfocia improvvisa e minacciosa nell'intervento del consigliere di Sel, Marco Manca, uno dei cinque rappresentanti della maggioranza che, da mesi, danno del filo da torcere alla giunta: «Far parte della maggioranza non mi esime da criticare il bilancio», esordisce Manca. «Se fossimo a scuola, il voto per il bilancio sarebbe una sufficienza molto stiracchiata. È stato portato a termine un compitino senza infamia e senza lode. È un bilancio povero non solo perché mancano i soldi, ma perché non ci sono contenuti», continua il consigliere che occupa il primo banco alla sinistra della giunta. «Ci sono molte scelte politiche discutibili. Diventeremo una città sempre più di sportivi, e ben vengano, ma sempre più ignoranti, perché a pagare dazio sono i settori cultura e turismo. Sul sociale si doveva e si poteva fare di più», accusa prima di dichiararsi comunque allineato: «Nonostante tutto resto un ottimista e rinnovo la mia stima al sindaco, magari un po' offuscata, e l per questo sindaco la invito a volare alto. Ora il Consiglio è dalla sua parte, non ha più scuse. Siamo con lei a condizioni di reciprocità, perché il Consiglio non è un ente astratto, è organo di governo, con lei e con la giunta».

E mentre la minoranza martella sulle opere pubbliche incompiute e sulle tasse con il Movimento 5 stelle, con Forza Italia e con Sassari progetto comune, l'altra forza di opposizione, Sassari è, di Nicola Lucchi ed Enrico Sini, proclama la sua astensione: «Lo scorso anno votammo sì al Bilancio, questa volta facciamo un regalo alla giunta, ci asteniamo», spiegano critici.

Insomma, quando prende la parola il sindaco, il clima è carico: «Da quest'anno il bilancio si fa in termini di cassa, ossia come con il proprio portafogli: tanti soldi entrano, e tanti soldi possono uscire. Si possono iscrivere voci solo se si ha già la certezza di avere i denari in cassa», spiega subito per arginare le accuse.

«Questo è un bilancio politico, con scelte precise, adottate per mantenere inalterati i servizi nel sociale, nell'istruzione, nella cultura», dice Nicola Sanna, difendendo tutto, dalla pista ciclabile alle tariffe degli asili nido, per poi chiudere con un messaggio politico:

«Se fra di noi non ci fosse un patto politico di solidarietà e reciprocità in maggioranza, non sarei qui. All'opposizione dico che io non ho cambiali da pagare, a nessuno; voglio amministrare con la giunta e con il Consiglio, in maniera trasparente, come abbiamo fatto fino a oggi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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