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Una cabina di regia per il sociale

Una cabina di regia per il sociale

Esperti a confronto per il passaggio al sistema dell’accreditamento

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SASSARI. «Realizzare un sistema condiviso di progettazione, organizzazione e controllo dei servizi sociali, che esalti la loro qualità e valorizzi la libertà di scelta degli utenti». È l’impegno congiunto di cooperatori sociali, funzionari pubblici, assistenti sociali e studenti. Gli attori istituzionali, economici e culturali del settore manifestano la propria unità di intenti e di obiettivi attraverso la sottoscrizione unanime di una mozione che sintetizza il lavoro di “Effetti d’un sogno interrotto”, il convegno nazionale ospitato nei giorni scorsi dall’aula magna dell’università di Sassari e dedicato al passaggio dal sistema delle gare d’appalto a quello dell’accreditamento. In particolare è stata sottolineata la necessità di creare in Sardegna «una cabina di regia per mettere ordine al sistema dell’accreditamento dei servizi sociali nell’isola», compito di cui potrebbe farsi carico la Regione. Promosso dal consorzio Parsifal con il Foist e il patrocinio di Regione e Comune di Sassari, il confronto è servito per fare il punto sui migliori modelli applicati in alcune parti d’Italia e chiarire che questo tema non può e non deve essere un tabù. «L’accreditamento è un sistema di acquisizione dei servizi sociali di per sé né giusto né sbagliato, non è la soluzione adatta a risolvere ogni problema, né è l’origine di tutti i problemi», è scritto a chiare lettere nella mozione condivisa dalla vasta platea di addetti ai lavori - oltre 180 tra cooperatori sociali, funzionari pubblici, assistenti sociali e studenti - che insieme hanno discusso di uno dei contenuti più controversi della legge che sedici anni fa ha riformato i servizi sociali in Italia: l’accreditamento, ossia lo strumento che potrebbe consentire alle organizzazioni private di svolgere servizi pubblici e che a torto viene considerato come alternativo alla gara d’appalto. «Su questo tema, il dialogo prosegua senza pregiudizi», è l’auspicio di Daniele del Monaco, presidente del consorzio Parsifal, alla luce dei lavori di Sassari. Lo stesso impegno è contenuto nella la mozione. «Solo partecipando, concertando e ascoltando tutte le parti in gioco, faremo partire il sogno di una società capace di includere, in cui le diversità abbiano modo di convivere con reciproco vantaggio», è il contesto entro cui si inserisce la richiesta alla Regione «affinché assuma il ruolo di direzione e regia che le è proprio».

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