La Nuova Sardegna

Sassari

Province: Sassari e Olbia di nuovo unite

di Giovanni Bua
Province: Sassari e Olbia di nuovo unite

A guidare l’ente con i confini storici sarà Guido Sechi che fa il bilancio di fine mandato e annuncia: "in Gallura niente tagli"

04 maggio 2016
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SASSARI. Di nuovo uniti prima di scomparire, forse. È uno strano destino quello delle Province, nel mezzo del guado di una riforma complicatissima e dall’esisto ancora incerto. Prova ne sia la situazione di Sassari, ridisegnata da due differenti delibere attuative della legge regionale 2 del 2016. Che, in attesa del referendum nazionale, hanno stabilito lo schema definitivo dell’assetto territoriale e del suo governo.

Di nuovo uniti. Risultato: di torna all’antico, con Sassari e l’ex Provincia di Olbia-Tempio di nuovo uniti in un unico Ente. Guidato dall’uomo che da qualche anno toglie le castagne dal fuoco nel capo di sopra dell’Isola: il bosano Guido Sechi.

Ieri nel palazzo di piazza d’Italia ha presentato i risultati di fine mandato della Provincia “piccola” di Sassari, che ha retto come commissario dal maggio 2015, e raccontato quali saranno i suoi primi atti da guida della rediviva Provincia storica, della quale dallo scorso 28 aprile, e fino a data da destinarsi, sarà amministratore straordinario.

Niente tagli. Una riunificazione, assicura, che non comporterà costi (la divisione costò invece salata alle casse pubbliche) nè, almeno per ora, tagli a servizi e dirigenti in Gallura. Che rimarranno tutti al loro posto. Olbia-Tempio insomma non verrà smantellata e manterrà una sua autonomia (tranne che, per ovvie ragioni, sui compiti di Ragioneria e Personale). Almeno fino al perfezionamento della fusione, che verrà sancito dal bilancio unico, pronto per metà luglio. Che, per fortuna, unirà le uniche due Province nell’Isola dentro il patto di stabilità e con i conti sostanzialmente in ordine. Poi si vedrà, anche se i poteri dei nuovi amministratori sono molto limitati e legati alla gestione ordinaria.

La cavalcata. Tutt’altro che ordinaria è stata invece la cavalcata fatta da Sechi nel suo ultimo anno di governo. Con una riorganizzazione del’Ente profonda, che ha visto il taglio di 4 settori con dirigenti annessi, e una quarantina di organici, a completare una sforbiciata che ha portato i dipendenti di piazza d’Italia a passare dai 469 del 2009 ai 262 nel 2016.

La sforbiciata. Tradotto in soldoni vuol dire 1 milione e 650 mila euro di risparmio all’anno sul costo del lavoro. Unito a 1 milione e mezzo in meno di costi della politica, 1 milione e 700mila di accertamento crediti e oltre 1 milione di rinegoziazione mutui. Che uniti alla manna della riduzione della sanzione da 8 milioni e 300mila euro da parte dello Stato per la violazione del patto di stabilità 2014, hanno rimesso a marciare la macchina della Provincia. Che Sechi dice di aver trovato in panne.

Tutto fermo. «Fino a maggio 2015 – spiega – non era stato fatto nessun nuovo affidamento e nessun pagamento. In assenza di una reale programmazione e monitoraggio sulla spesa, l’amministrazione aveva bloccato i pagamenti per non incorrere nuovamente nello sforamento del patto».

Gli spazi finanziari. Poi la svolta, che Sechi vorrebbe portare anche nei conti galluresi. «La gestione straordinaria dell’Amministratore si è caratterizzata per la programmazione e il costante monitoraggio degli spazi finanziari e delle loro economie – spiega – . Gli spazi finanziari, da non confondere con gli stanziamenti, altro non sono che i vincoli di cassa che il patto di stabilità impone alla Provincia. L’amministratore ha proceduto, con propria deliberazione, alla ripartizione degli spazi finanziari disponibili, in modo che qualunque opera avviata e contenuta negli spazi, avesse certezza dei relativi pagamenti. Mai precedentemente era stata adottata dall’ente una delibera in tal senso».

Il salvataggio. Risultato: oggi non esistono più pagamenti sospesi, come è avvenuto negli anni precedenti, ad eccezione di quelli che sono in attesa di accreditamento Ras. Una profonda operazione di razionalizzazione a cui si è aggiunta la manna di 16 milioni di nuove risorse destinate ai cantieri della viabilità, con 8 cantieri da chiudere entro il 2019 tra cui spicca il ponte Sorso-Platamona, il tratto Osilo-Nulvi della strada per l’Anglona, il ponte sulla sp 84 Tirso-Bottida. E 3 e mezzo per l’edilizia scolastica. Ma molto è stato fatto anche per la Buddii Buddi, con i lavori che erano inchiodati al 71% dall’ottobre 2014 per problemi vari alla CoSaCo (oggi in concordato preventivo). E che ora sono schizzati in pochi mesi all’87% e si avviano alla conclusione. «Opere decise da chi mi ha preceduto. E che io ho portato a termine – chiosa Sechi – facilitato dalla gestione commissariale che, chiaramente per brevi periodi, può essere funzionale. Poi la parola deve tornare alla politica».

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