La Nuova Sardegna

Sassari

il caso erittu

Morto in cella, l’ 8 luglio inizia il processo d’appello

di Nadia Cossu
Morto in cella, l’ 8 luglio inizia il processo d’appello

SASSARI. Si aprirà il prossimo 8 luglio in corte d’appello il processo sul presunto omicidio di Marco Erittu. «Il detenuto non si è suicidato, è stato ucciso». Forti di questa convinzione Sergio De...

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Si aprirà il prossimo 8 luglio in corte d’appello il processo sul presunto omicidio di Marco Erittu.

«Il detenuto non si è suicidato, è stato ucciso». Forti di questa convinzione Sergio De Nicola e Gian Carlo Moi – rispettivamente sostituti procuratori della Procura generale nella sezione distaccata di Sassari e alla corte d’appello di Cagliari – a febbraio del 2015 avevano presentato appello contro la sentenza della corte d’assise di Sassari che il 23 giugno 2014 aveva assolto dall’omicidio in concorso (per non aver commesso il fatto) gli imputati Giuseppe Vandi, Nicolino Pinna e Mario Sanna e dall’accusa di favoreggiamento gli agenti di polizia penitenziaria Giuseppe Sotgiu e Gianfranco Faedda. Il pm Giovanni Porcheddu aveva chiesto l’ergastolo per i primi tre e una condanna a quattro anni per gli altri. I due sostituti hanno ripercorso nella richiesta d’appello ogni tappa del processo di primo grado: perizie, testimonianze, comparazioni scientifiche. E al termine delle 244 pagine hanno chiesto alla corte d’assise d’appello di Sassari di accogliere la loro impugnazione e di «disporre la parziale rinnovazione del dibattimento mediante l’espletamento di un’altra perizia medico legale sulla causa della morte e un accertamento tecnico sulla striscia di coperta in sequestro per la ricerca di tracce biologiche e l’estrazione del Dna per l’attribuzione alla vittima».

Si sta parlando del caso Erittu, il detenuto trovato morto nella sua cella dell’ex carcere di San Sebastiano il 18 novembre del 2007. Caso inizialmente archiviato come suicidio e poi riaperto in seguito alle dichiarazioni del pentito Giuseppe Bigella che si era autoaccusato del delitto chiamando in correità gli altri imputati. La corte d’assise aveva assolto tutti e nelle motivazioni della sentenza era stato chiaramente evidenziato: «L’istruttoria dibattimentale non ha consentito di acquisire, oltre alle dichiarazioni auto ed etero accusatorie di Bigella, elementi idonei dotati di un minimo di certezza tali da far ragionevolmente ritenere che la morte di Erittu sia da ricondurre a un omicidio piuttosto che a un suicidio». Ora la parola passa ai giudici d’appello.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative