Jogging proibito a Sassari: all’Ippodromo Pinna spunta un cancello
Monta la protesta da parte dei residenti e degli sportivi. Simone Campus: «È ora di rivedere affidamento e gestione»
SASSARI. Una folta schiera di atleti e abituali frequentatori dell'ippodromo Pinna è molto contrariata per il l'improvviso divieto di poter continuare a allenarsi e a passeggiare attorno all'anello esterno della pista riservata alla corsa dei cavalli. Da un paio di giorni infatti due cancelli installati traversalmente impediscono l’accesso alla strada. «Noi abitanti del quartiere Monserrato Rizzeddu ma anche molti cittadini di altri quartieri – si lamentano i residenti – che finora utilizzavano la struttura per respirare un po' d'aria salubre e ossigenata, lontano dagli scarichi delle autovetture, saremo costretti a spostarci altrove per praticare il nostro sport preferito o anche semplicemente per passeggiare con la famiglia o i propri figli, approfittando di uno spazio verde situato a un una manciata di metri dalle abitazioni». Per allenarsi non rimane che l'area intorno ai giardini di Via Venezia via Rizzeddu: «Ma stiamo parlando di un circuito in mezzo alla strada con il pericolo di essere investiti da qualche automobilista distratto».
Della questione Ippodromo si è occupato anche il consigliere del Pd Simone Campus: «Nonostante diverse segnalazioni, e un’interrogazione rivolta al sindaco, da me e altri consiglieri nelle settimane trascorse, i gestori dell’Ippodromo Pinna hanno ritenuto, in totale assenza di permessi e senza che fosse rivista la convenzione col Comune, di mettere dei cancelli all’interno della struttura. L’ippodromo da oltre un decennio, è diventato un’oasi di pace e serenità dove in molti cercano il necessario rifugio, per serene passeggiate o salutari corse per tenersi in forma. Quello alla cura del corpo, infatti, è diventato un vero e proprio diritto. Chi ha autorizzato lo sbarramento? Quali sono le norme di condotta imposte al soggetto gestore dell’impianto che lo autorizzano a realizzare simili opere senza permesso? In città monta la protesta. Forse questo ulteriore gesto dimostra che è giunto finalmente il momento di rivedere totalmente la gestione dell’Impianto e aprirlo alla Città in una nuova ottica».
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