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Sassari, “Monumenti aperti” è ancora un successo: migliaia di visitatori

Sassari, “Monumenti aperti” è ancora un successo: migliaia di visitatori

Bilancio positivo per la due giorni organizzata dal Comune. Promossa la novità del viaggio ad Alghero sul Trenino Verde

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SASSARI. Sono state le novità del percorso gotico catalano (palazzo Farris, casa Montanyanas, casa Catalana) e il viaggio sul Trenino verde da Sassari ad Alghero le offerte più apprezzate della dodicesima edizione di Monumenti aperti che sabato e ieri per tutta la giornata ha coinvolto l'intera città ma anche i diversi siti lontani da centro abitato.

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La manifestazione, organizzata dal Comune di Sassari e coordinata dall'associazione Imago Mundi, anche quest'anno ha fatto felici cittadini e organizzatori. L’auspicio era quello di replicare le 38.940 visite dell’edizione 2015, ma ieri a tarda sera ancora non era stato fatto il resoconto finale dei visitatori. Quello che è certo è che anche quest’anno è stato un successo. Numerosi sono stati anche gli eventi collaterali in programma nelle due giornate. In tanti hanno apprezzato l’itinerario che ha portato i sassaresi ad Alghero e gli algheresi a Sassari, in una sorta di gemellaggio che ha visto le due città accomunate da una storia comune. Il viaggio è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Sassari, quello di Alghero, la Fondazione Meta, l’Arst e Trenino Verde.

Circa 200 persone hanno scelto di visitare il museo della miniera all’Argentiera. La miniera, utilizzata in epoca romana e medievale riprese l’attività di estrazione nel 1867 sino agli anni settanta del Novecento. Lunghe file anche per ammirare le bellezze del complesso monumentale dell’ex ospedale di piazza Fiume che ospita la Biblioteca Universitaria di Sassari che attualmente possiede circa 300 mila volumi, di cui mille manoscritti e 73 incunaboli e diverse migliaia di cinquecentine e di edizioni del XVII e XVIII secolo, una preziosa e nutrita raccolta di storia locale.

Molto apprezzata anche la sala Siglienti del palazzo del Banco di Sardegna e la scuola elementare di San Giuseppe. Realizzato tra il 1932 e il 1936 il caseggiato della scuola di San Giuseppe venne edificato per radunare in un unico edificio le varie classi ospitate in palazzi malsani del centro storico cittadino. All’interno c’è “l’aula dei ricordi” in cui sono custoditi e visibili ai visitatori arredi e materiali scolastici, registri e documenti che raccontano la vita scolastica fra le mura della vecchia scuola a partire dalle sue origini.

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