La Nuova Sardegna

Sassari

Vie e piazze intitolate ai grandi del passato

di Mario Bonu
Vie e piazze intitolate ai grandi del passato

Grande folla a Osilo per la cerimonia che si è tenuta al Montegranatico Fra i personaggi prescelti padre Gavino Campus ma anche Falcone e Borsellino

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OSILO. L’intera comunità si è stretta intorno alle sue istituzioni civili e religiose, per ricordare gli «osilesi - ha detto il sindaco Giovanni Ligios nel suo discorso - che nei vari campi del sapere e dell’agire umano hanno offerto un’esemplare testimonianza, dando così lustro al nostro paese». La sala del consiglio comunale - dove si è svolta la cerimonia civile per l’intitolazione di undici vie e piazze ad altrettanti personaggi della storia, della cultura, della religione, dell’impegno civile, osilesi e non - e neppure l’androne antistante, sono riusciti a contenere le centinaia di persone che, con la loro presenza hanno voluto rendere omaggio ai loro illustri concittadini. Così come poi la chiesa parrocchiale, dove si è svolta la funzione religiosa. Sette personalità locali, padre Gavino Gury Campus, don Francesco Gavino Campus padre Pietro Manca, Antonio Bassu, Paolino Pintus, fra Piero Casu, Paolo Pinna, e cinque figure che hanno fortemente segnato il nostro tempo: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Enrico Berlinguer, Madre Teresa di Calcutta, Papa Woityla. Ad esse sono state intitolate le nuove vie e piazze del paese. Ma non di un mero atto formale si è trattato, bensì, come ha sottolineato il sindaco «del momento per fare una riflessione più profonda sul senso di appartenenza che ciascuno di noi, a iniziare dal sottoscritto, è chiamato ad avere rispetto a un luogo, a una storia e a un popolo». Gli stessi concetti ha espresso l’assessore Patrizia Puggioni, che ha tracciato il profilo biografico delle personalità cui le strade sono state intitolate, ed ha aggiunto che «non si tratta semplicemente di un’autocelebrazione dell’orgoglio osilese. È invece l’occasione per mostrare e proporre come modelli alcuni concittadini che hanno dato lustro al nostro paese proprio perché per esso si sono generosamente spesi». Franco Urgeghe, capogruppo della minoranza, ha ringraziato per l’importante momento di unione e di condivisione della comunità, e ha auspicato che l’intero consiglio e il paese mettano nel loro agire la stessa passione di quelle grandi personalità. Poi, l’intervento fuori programma. Don Valdir Josè De Castro, Superiore generale della Società di San Paolo, nel ricordare i Paolini osilesi, e in particolare, don Pietro Anselmo Campus, suo predecessore dal 1998 al 2004 nella carica, ha sottolineato come con le parole si possano gettare ponti fra le persone, «con la comunicazione, però - ha aggiunto il superiore Paolino - sia essa in ambiente fisico o digitale, che non significa solo parlare, ma vuol dire soprattutto ascoltare, condividere, accogliere». Dopo la cerimonia civile, il rito religioso è stato un altro momento di forte impatto emotivo. Celebrato dallo stesso Superiore dei Paolini, don Valdir Josè De Castro, ha vissuto ancora, sia nella sua omelia che nell’intervento del ministro provinciale dei frati minori conventuali, Salvatore Sanna, dell’osilese monsignor Antonio Loriga, di Alberto Pintus in rappresentanza delle famiglie, sull’importanza dell’evento, definito “memorabile”. La messa è stata scandita dai canti de “Sa Cantoria de su Tuffudesu” e dei “Cantori di Bonaria”.

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