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Sassari, autorità portuale unica: in consiglio comunale scoppia il caos

Sassari, autorità portuale unica: in consiglio comunale scoppia il caos

Un odg presentato dal M5S fa andare in scena il primo regolamento di conti con Porto Torres dopo lo strappo sullo statuto della Rete Metropolitana. Ma alla fine la maggioranza va sotto

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SASSARI. Che il braccio di ferro sullo statuto della Rete Metropolitana avrebbe causato pesanti strascichi a tutti i livelli era faccenda prevedibile. Come prevedibile era che a risentirne sarebbero stati i rapporti istituzionali tra la capofila Sassari e la “ribelle” Porto Torres, che con la sua maggioranza pentastellata si appresta a mettersi di traverso sull’approvazione del documento. Meno probabile era invece che nella lista di “morti e i feriti” finisse anche la maggioranza che governa Sassari.

E invece ieri a Palazzo Ducale è successo esattamente questo. Il casus belli è stato un ordine del giorno (un po’ datato) presentato dal M5S che impegnava il consiglio a sostenere la candidatura di Porto Torres per ospitare la nuova autorità portuale regionale, destinata a Cagliari. Richiesta di buon senso, simile ai tanti odg che si approvano per rimarcare, ad esempio, l’importanza del aeroporto di Alghero o della Corte d’Appello.

A cambiare le carte in tavola è però arrivato il braccio di ferro in atto, proprio con Porto Torres, sulla rete metropolitana. Con il sindaco Sanna che ha proposto al M5S di emendare l’odg per portarlo in discussione non nel Comune ma nell’assemblea dei sindaci. Proprio la stessa che dovrebbe discutere delle modifiche dello statuto della Rete che vorrebbe il M5S.

Proposta di emendamento rimandata la mittente con un certo sdegno dal pentastellato Maurilio Murru («poteva essere un segnale distensivo, invece questa forzatura vi si ritorcerà contro»). E, dopo una riunione di maggioranza, portata in aula comunque dal sindaco. E qui la sorpresa: vista la scivolosità della decisione e la forzatura non condivisa (unita ai soliti mal di pancia dei monogruppo) metà della maggioranza ha levato silenziosamente le tende. E Murru ha avuto buon gioco nel chiedere la verifica del numero legale e far saltare la seduta. Finita in un clamoroso autogol, segnato, come sempre, nella porta dei cittadini. (g.bua)

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