«Dammi 5mila euro e sei salvo», Processo a Sassari per estorsione a un cinese
Un 39enne nei guai. Il pm: chiese soldi a un negoziante in cambio di protezione “dai sassaresi cattivi”
SASSARI. «A Sassari ci sono persone molto cattive, dammi cinquemila euro e ti proteggo io». Per quella frase (ancora è da stabilire se fu lui a pronunciarla) è finito in tribunale Giovanni Castangia, 39enne originario di Nuoro ma residente a Sassari, imputato di tentata estorsione aggravata. La vittima è un commerciante cinese, titolare di una sala giochi in via Rosello, cuore del centro storico. Era stato lui a raccontare alla polizia che, mentre si trovava nel suo negozio, una persona era entrata dicendogli: «Devi darmi cinquemila euro al mese se vuoi che ti protegga dalle tante persone cattive che ci sono a Sassari». In questura il commerciante aveva spiegato: «Ero da solo e pensando che stesse scherzando gli ho fatto intendere che non capivo l’italiano e lui mi ha detto che dovevo dargli la risposta entro il primo pomeriggio dello stesso giorno». L’uomo si era presentato puntuale, sempre stando al racconto della vittima, e quando il commerciante cinese gli aveva detto di non avere i soldi «con voce minacciosa mi ha risposto che qualcuno mi avrebbe aspettato fuori dal locale e mi avrebbe sparato con una pistola, non prima di aver fatto distruggere il negozio dai suoi complici». Alle 23.50 dello stesso giorno si sarebbero presentati tre uomini, in negozio c’era il padre del giovane commerciante. Con la scusa di cambiare dei soldi gli avrebbero fatto aprire la cassa. L’uomo, capendo che i tre non avevano buone intenzioni, ha urlato chiedendo aiuto al figlio. «Quando sono arrivato, uno dei tre mi ha chiesto dove fossero i suoi 5mila euro. Io gli ho risposto che non li avevo e a quel punto ha preso un foglio bianco e una penna e ha scritto questa frase: “La gente è pazza pazza a Sassari”. Aggiungendo che lui era il capo di Sassari». Lasciando intendere, quindi, che avrebbe potuto passare guai seri. Spaventato, l’uomo aveva chiamato la polizia mentre i tre si dileguavano. Gli agenti dopo aver sentito il racconto dei titolari della sala giochi andarono via. Ma appena saliti in auto videro un uomo (con una corporatura simile a quella descritta dai due cinesi) entrare nella sala giochi. Era Giovanni Castangia. I poliziotti chiesero se si trattava di uno dei tre protagonisti della tentata estorsione e la risposta del giovane cinese fu: «Non sono proprio sicuro». Ma Castangia, assistito dall’avvocato Giuseppe Onorato, per quei fatti è oggi a processo.
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